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Riteniamo opportuno, nonché cosa “buona e giusta” pubblicare da oggi, settimanalmente, il contenuto sapienziale delle Tavole di Thot, sicuri che apriranno in Voi nuovi orizzonti alla conoscenza del “Tutto” o, quantomeno, alla sua intuizione e percezione.

Gli scritti di Thot consistono in 12 Tavole di Smeraldo verde il cui materiale pare sia stato creato con una trasmutazione alchemica e sono indistruttibili. Tali tavole sono incise in caratteri dell’antico linguaggio Atlantidiano, donano profonda conoscenza e saggezza, cosi come voluto dallo stesso Thot. Le Tavole sono trattenute insieme da cerchi in oro e da un bastone dello stesso materiale e ci forniscono precise istruzioni su come giungere alla VERA CONOSCENZA e ILLUMINAZIONE. Buona lettura!

Libro I – La Storia di Thot l’Atlantideo

Io, Thot l’Atlantideo, Signore dei Misteri, detentore degli archivi, grande Re e mago, vivente generazione dopo generazione, essendo in procinto di passare nelle Camere dell’Amenti, ho preparato questo per coloro che devono venire in futuro, così che possano sapere della grande Saggezza degli Antichi Atlantidei. Nella grande città di KEOR sull’isola di UNDAL in un tempo molto remoto, ho iniziato questa incarnazione. I grandi uomini di Atlantide non vivevano e morivano come i piccoli uomini di oggi, ma piuttosto di era in era, rinnovavano la loro vita nelle Camere di Amenti, dove scorre sempre il fiume della vita eterna.

Cento volte dieci sono disceso nella via buia che porta alla luce, ed altrettante volte sono asceso dal buio alla luce, con il mio potere e la mia forza rinnovati. Non discendo solo per un tempo, e gli uomini di KHEM (L’Antico Egitto) non mi conosceranno più. Ma in un tempo che deve ancora venire, mi solleverò di nuovo, grande e potente, e chiederò un resoconto a quelli lasciati dietro di me. Allora, attenzione, o uomini di KHEM, se avete tradito falsamente i miei insegnamenti, perchè ti toglierò dalle tue alte posizioni e ti riporterò alle buie caverne nelle quali un tempo vivevi. Non tradire i miei segreti, non passarli agli uomini del Nord o a quelli del Sud, altrimenti su di te ricadrà la mia maledizione. Ricordati le mie parole perchè sicuramente ritornerò ancora a richiederti quello che tu guardi per me. Si, anche da oltre il tempo e da oltre la morte, io ritornerò, gratificando o punendo a seconda dei meriti. Grande era la mia gente nei giorni antichi, grandi oltre la concezione delle persone attorno a me oggi, conoscevano l’antica conoscenza, cercando lontano nelle profondità dei loro cuori la conoscenza infinita che apparteneva alla giovane Terra.

Eravamo saggi noi, grazie alla sapienza dei Bambini della Luce che stavano con noi. Forti eravamo, con il potere preso dal Fuoco Eterno. E di tutti questi, il più grande tra i bambini degli uomini era mio padre, THOTME, il guardiano del Grande Tempio, collegamento tra i Bambini della Luce che soggiornavano nel Tempio e le razze degli uomini che popolavano le 10 isole. Portavoce, dopo i Tre, soggiornanti di UNDAL, parlava ai Re con voce di comando. Sono cresciuto lì, da bambino sono diventato uomo, mio padre mi insegnò i segreti più antichi, sino a quando, al giusto tempo dentro di me incominciò ad ardere il fuoco della saggezza, da cui divampò un incendio consumante. Non avevo altro desiderio che quello di ottenere la saggezza e la conoscenza. Sino a quando, un grande giorno arrivò il comando dall’Abitante del Tempio di comparire dinanzi a lui. Pochi erano i bambini degli uomini che avevano guardato tale faccia ed erano sopravvissuti. Perchè i figli degli uomini non sono come i Bambini di Luce quando non sono nel loro corpo fisico od incarnati.

Fui scelto tra i figli degli uomini, mi insegnò l’Abitante affinché il suo proposito fosse avverato, un proposito non ancora concepito nell’utero del tempo. Passai lunghe età all’interno del Tempio, imparando sempre maggiore sapienza, sino a quando anche io potei avvicinare il grande fuoco. Mi insegnò il sentiero per Amenti, il mondo sotterraneo dove il grande re siede sopra il suo trono portentoso. Mi inchinai profondamente davanti ai Signori della Vita ed ai Signori della Morte, ricevendo come regalo la Chiave della Vita. Ero libero dalle Camere di Amenti, non più legato al cerchio delle reincarnazioni della vita. Viaggia lontano fra le stelle, fino a quando il tempo e lo spazio divennero nulla per me. Poi, avendo bevuto profondamente dalla coppa della saggezza, guardai nel cuore degli uomini, e lì fui felice di trovare misteri ancora più grandi. Perché solo nella ricerca della Verità la mia Anima poteva essere in pace ed il fuoco che ardeva dentro di me essere estinto. Vissi attraverso le ere, vedendo le persone attorno a me assaggiare la coppa della morte, per poi tornare nuovamente alla luce della vita. Gradualmente dai Regni di Atlantide passavano onde di coscienza che erano un unica cosa con me, per poi essere sostituite con un alfiere di una stella minore. In obbedienza alla legge, la parola del Maestro crebbe(si trasformò?) in un fiore.

I pensieri degli Atlantidei si ripiegarono su se stessi nel buio, sino a quando, alla fine il suo scettro emerse da il suo AGWANTI, l’Abitante pronunciò la Parola, chiamando il potere. Nelle profondità della Terra, nel suo cuore, i figli di Amenti lo sentirono, e dirigerono il cambiamento della direzione del fiore del fuoco, usando il LOGOS, sino a quando il grande fuoco cambiò la sua direzione. Nel mondo di sopra, allora si ruppero le grandi acque, affondando ed affogando sino cambiando il bilanciamento della Terra sino a quando solo il Tempio della Luce rimaneva sulla cima del monte UNDAL alcuni di quelli che vivevano lì furono salvati dalle acque. Allora il Maestro mi chiamò dicendo: “Tu riunisci insieme la mia gente, sceglili secondo le arti che hai imparato nelle terre lontane oltre le grandi acque, vai nelle terre dei barbari pelosi, che vivono nelle caverne del deserto. Lì seguirai il piano che tu conosci. Radunai allora la mia gente, ed entrammo nella grande nave del Maestro. Salimmo nel mattino e nel buio sotto di noi giaceva il Tempio. Improvvisamente le acque si chiusero su di esso. Svanì dalla Terra sino all’arrivo del tempo previsto. Volammo veloci verso il sole del mattino, sino a quando sotto di noi giaceva la terra dei figli di KHEM. Si lanciarono con furia contro di noi, armati di lance e coltelli, cercando di distruggere I figli di Atlantide.

Allora sollevai il mio scettro e diressi contro di loro un raggio di vibrazione, che li rese simili alle rocce, immobilizzandoli nell’ultimo atto della loro azione. Poi gli parlai con parole piene di calma e pace, spiegandogli dei valorosi Atlantidei, dicendogli che eravamo i bambini del Sole ed i suoi messaggeri. Li resi attoniti con la mia magia-scienza e appena li liberai si prostrarono ai miei piedi. Passammo molto tempo nella terra di KHEM, fino a quando obbedendo agli ordini del nostro Maestro, che mentre dorme vive eternamente, inviai i Figli di Atlantide, mandandoli in molte direzioni, affinché dalla tomba del tempo potesse ricrescere ancora la saggezza dentro ai suoi figli. Passai molto tempo nella terra di KHEM, facendo grandi opere grazie alla mia saggezza. I bambini di KHEM crebbero nella luce della saggezza, bagnati come piantine dalla pioggia della mia conoscenza.

Mi aprii un sentiero per Amenti, così da poter conservare i miei poteri, vivendo di era in era come un sole di Atlantide, ritenendo la saggezza e preservando gli archivi. I pochi grandi figli di KHEM, conquistarono le genti e popolazioni attorno a loro, crescendo lentamente nella forza dell’anima. Ora per un tempo, me ne andrò via da loro e scenderò nelle Camere di Amenti, nelle profondità delle camere interne della Terra, dinanzi ai Signori dei Poteri, nuovamente faccia a faccia con l’Abitante. Mi sollevai sopra all’entrata, la porta conducente giù ad Amenti. Pochi avrebbero il coraggio di farlo, in pochi hanno passato il portale che conduce giù ad Amenti. Mi innalzai sopra il passaggio, come una grande piramide, usando il potere che sopraffà la forza di gravità terrestre. Scendendo sempre di più sino a giungere ad una stanza, mi introdussi in essa a forza, dentro di essa scavai una passaggio circolare che quasi conduceva alla sua sommità. Lì nell’apice posi il cristallo, inviando il raggio nello spazio- tempo, attirando la forza dall’etere, concentrandomi sul passaggio per Amenti. Costruii molte altre stanze, che di primo avviso sembrano vuote e vacanti, eppure nascoste al loro interno vi sono le chiavi per Amenti. Colui che coraggiosamente fosse disposto ad avventurarsi nei reami oscuri, lasciatelo prima purificare da un lungo digiuno. Si deve stendere nel sarcofago di pietra nella mia stanza. Poi gli rivelerò i grandi misteri.

Presto mi seguirà dove potrò incontrarlo, anche nelle tenebre della Terra lo potrò incontrare, Io THOT, Signore della Saggezza, lo incontrerò e starò con lui per sempre. Ho costruito io la Grande Piramide, modellata secondo la piramide della forza terrestre che brucia eternamente, così che anch’essa duri attraverso le ere del tempo. Dentro di essa, ho costruito la conoscenza della mia Scienza-Magia, così che possa essere ancora qui, quando tornerò da Amenti, si mentre dormirò nelle Camere dell’Amenti, il mio spirito sarà libero di vagare e di incarnarsi tra gli uomini, abitando con loro (Ermete Trismegisto, cioè nato 3 volte, o tre volte saggio). Sulla Terra sono l’emissario dell’Abitante, seguendo i sui comandi, così che molti possano ascendere. Ora faccio ritorno alle Camere di Amenti, lasciando dietro di me un poco della mia saggezza. Preservate e custodite il comando dell’Abitante; rivolgete i vostri occhi certamente per diritto sarete uno solo con il Maestro, e quindi sarete uno con TUTTO.

Non vi lascio.
Conservate e conoscete i miei comandamenti e siate con essi, ed io sarò con voi, aiutandovi e guidandovi nella luce. Ora davanti a me si apre il portale, mentre scendo nel buio della notte…

Ἑκάτη – Comitato di Redazione

Leggi anche: Le Tavole di Thot – Libro 2 | Le Tavole di Thot – Libro 3

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