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adapa
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La storia dell’umanità è piena di miti e leggende su strani esseri che uscivano dalle acque portando conoscenza e progresso; questi racconti sono presenti in tutte le culture, cambiando solo alcuni dettagli specifici in linea con i costumi locali. Lo scopo di questo scritto è verificare qual’è la vera relazione tra questi miti e la figura di Gesù, avatar del pesce, come è noto in ambito esoterico. Come asserisce Wikipedia “Il termine ichthys (nella grafia greca del tempo ΙΧΘΥΣ oppure anche ΙΧΘΥϹ con la sigma lunata) è la traslitterazione in caratteri latini della parola in greco antico: ἰχθύς, ichthýs («pesce»), ed è un acronimo usato dai primi cristiani per indicare Gesù Cristo”.

Iniziamo dunque questa ricerca dalla mitologia sumera, attraverso Enki (En, signore; Ki, terra), chiamato anche EA, il signore delle acque, homo sapiens il cui simbolo era il pesce, pesce capra o capricorno o anche simboleggiato con i “serpenti intrecciati”. Ad Enki dai miti Sumeri possiamo associare sicuramente gli Dei di Ptah (Egitto), Nettuno / Poseidone / Prometeo (greco-romano), Vishnu (induismo) ed infine il serpente del giardino dell’Eden. Enki era spesso ritratto con getti d’acqua che uscivano dal tuo corpo e questa iconografia è presente nello zodiaco sotto il segno dell’acquario. Tra le tante meraviglie attribuite a questo “dio”, il più importante è senza dubbio la creazione di esseri (lulus) creati dalla giunzione dell’argilla con il Sangue: gli Anunnaki. Addirittura si pensa che Enki, dalla sua base nelle profondità (Atlantide?) possa aver creato esseri Acquatici intelligenti. L’idea, secondo il mito di Atrahasis (1600 a.C.), era quello di ottenere una creatura che avrebbe potuto sostituire gli Dei nei lavori pesanti.

ADAPA E IL CIBO DELLA VITA

La creazione dell’Homo Sapiens non sarebbe stata immediata, ma preceduta da tentativi falliti, incluso l’innesto con altri animali, dando origine a creature orribili. Secondo i testi antichi (XIV secolo a.C.), il modello ideale dell’uomo divenne noto come Adapa (il Saggio). In alcune versioni Adapa nasce come il figlio di Ea / Enki ed una donna umana (figlio dell’uomo?), in altre parole un semidio inviato per insegnare l’arte e i principi della civiltà. Importante è osservare che nel contesto mitologico Adapa è stato considerato il primo di sette saggi AB.GAL.LU (Ab = acqua, Gal = grande Lu = uomo) o “apkallu”. La parola “Abgallu“ è sopravvissuta fino al tempo di Cristo come apkallum e descriveva una certa professione, un particolare tipo di sacerdote che aveva funzioni di battesimo ed esorcismo, esattamente come gli odierni preti cattolici. Il nome Adapa è spesso confuso con Adamu, e quest’ultimo come sappiamo è inteso come il prototipo di quello che sarebbe diventato l’essere umano perfetto. Adapa è così descritto nel racconto babilonese “Adapa e il cibo della vita”, leggete attentamente:

Egli possedeva l’intelligenza, i suoi ordini erano gli ordini di Anu.

Egli (Ea) gli aveva concesso orecchie per rivelare il destino della terra.

Egli gli aveva donato la saggezza, ma non gli aveva concesso la vita eterna.

In quei giorni, in quegli anni il saggio di Eridu, Ea, lo aveva creato come il capo tra gli uomini. Un uomo saggio al cui comando nessuno poteva opporsi… Tra i suoi compiti, c’era quello di provvedere al rituale del pane e dell’acqua offerti in onore di suo padre Ea…”.

”Con i fornai faceva il pane, Con i fornai di Eridu, faceva il pane , Il pane e l’acqua egli offriva quotidianamente, Con le sue mani linde preparava le offerte. Senza di lui la tavola non poteva essere sparecchiata… Quando aveva assolto gli obblighi all’interno del tempio, Adapa, nell’esercizio delle sue funzioni andava a pescare nelle acque del Golfo Persico…”.

Adapa rappresentava la più alta perfezione dell’umanità nonostante fosse legato alla pesca e veniva persino chiamato “UNTO” (Χριστός / Khristós in greco!). Come nella genesi biblica, Adapa, figlio di Ea, ebbe accesso alla conoscenza, ma non alla vita eterna; aveva ricevuto in dono dal padre la saggezza, era un essere semi-divino, famoso per la sua prestanza fisica, era un uomo saggio ed istruito, sacerdote del tempio di Ea a Eridu. Il fatto più interessante del viaggio di Adapa è quando viene portato alla presenza del dio Anu. Adapa è infatti accusato di “rompere il vento del sud”; Anu offre ad Adapa il cibo della vita che, ingerito lo avrebbe reso immortale, ma Adapa rifiuta seguendo le linee guida del padre.

Molto più tardi, già nel terzo secolo a.C., un sacerdote di Bel – Marduk, scriverà un’Opera sulla storia Babilonese dalle sue origini mitiche fino alla venuta di Alessandro Magno, dal titolo “Babiloniaka”, suddiviso in 3 tomi. Sfortunatamente oggi di quella immensa opera, a noi sono pervenuti solo pochi frammenti, ma che fortunatamente ci raccontano proprio dell’Origine. In tale Opera viene descritta la figura di Oannes, uno strano essere che nacque da un UOVO Primordiale (?), raffigurato come metà uomo e metà pesce o anche come un uomo sotto una coperta simile ad un pesce. (figura) Oannes / Uan / Uana, secondo la leggenda, sarebbe emerso dalle acque del Golfo Persico per insegnare i principi della civiltà come l’arte, la matematica e l’astrologia al popolo di quella regione. Oannes rimaneva con gli umani durante il giorno e ritornava in mare di notte, senza cibarsi. Da segnalare una strana COINCIDENZA: in uno dei Vangeli gnostici Gesù viene acclamato dalla folla entrando a Gerusalemme come “OANNES che vieni dall’alto dei cieli”, poi probabilmente erroneamente tradotto con “Osanna dall’alto dei cieli”.

Il termine OANNES infatti, come abbiamo visto, esisteva già…

Un altro anfibio molto simile a Oannes era Dagon, che era il dio dei Filistei. L’idolo era rappresentato nella combinazione di entrambi, uomo e pesce. Il nome “Dagon” deriva da “dag” che significa appunto pesce e la sua presenza è stata riportata anche nella Bibbia. Sebbene la sua forma sia simile a Oannes, Dagon ha un carattere un po’ bellicoso e conquistatore, spesso associato al personaggio mitico Ninrod e anche a Marduk Il ribelle figlio di Enki. Curiosa è la somiglianza del nome Dagon alla Tribù Dogon nota per il rispetto per gli ” Dei anfibi” provenienti da Sirio (vedi libro “Il Mistero di Sirio” di Robert Temple).

MATSYA – AVISH DI VISHNU

Continuando in questo studio comparativo, dobbiamo segnalare la trinità sumera Anu – Enki – Enlil, corrispondente nell’Induismo a Brahma (Creatore) – Vishnu (Conservatore) – Shiva (distruttore). Dunque Enki / Vishnu è colui che si manifesta attraverso gli avatar quando l’umanità è in crisi, sono dunque Matsya (il dio pesce) e Krishna (Cristo?) esempi dei loro avatar. Nel racconto sumero, Enlil (distruttore) vuole che gli esseri umani periscono già nell’alluvione, ma Enki / Vishnu / Matsya (il conservatore) si presenta come protettore dell’umanità che ha contribuito a creare. Vishnu ha una forte relazione con l’acqua (Nara), tanto che uno dei suoi nomi è Narayana, colui che galleggia sull’acqua.

Nell’induismo Matsya è spesso considerato il primo avatar di Vishnu ed è anche messo in relazione con la creazione dell’universo. Il suo aspetto è molto strano, perché a differenza di alcuni “Dei acquatici” piuttosto che essere metà pesce e metà uomo, più che altro esce dalla bocca di un pesce, il che, lo rende molto simile ad alcuni immagini del mito di Giona. Nella mitologia Indù, Matsya è responsabile dell’avvertimento a Manu circa una grande inondazione che avrebbe distrutto tutta la vita sulla terra, proprio come Enki con Ziusudra nel mito sumero (diluvio). Come nella storia e nel mito biblici di Noè, a Manu è affidato il compito di costruire una barca e metterci dentro i semi della vita. Un altro punto interessante nel mito Indù è che in alcune versioni sono presenti sulla barca guidato da Matsya, sette saggi Saptarishi (saptan = 7 rishis = saggi), che ci ricordano i sette saggi Sumeri abgallu.

JONAS E IL GRANDE PESCE

Il ponte principale tra le leggende degli dei dell’acqua e Gesù è presente nel libro biblico di Jonas, in inglese Giona ed in ebraico Yonah. Giona era un profeta minore a cui fu commissionato di andare nella città di Ninive (terra di Oannes!) a predicare la parola di Dio e consigliare a quella gente il pentimento dai loro peccati sotto minaccia di perire per l’ira di Dio. Disobbedisce all’ordine e sale su una barca in direzione opposta. Dio quindi crea una tempesta per punire l’atteggiamento di Jonas:

“Ma il Signore ha inviato un grande vento nel mare e ci fu una forte tempesta in mare e la nave stava per rompersi.” Giona 1:4.

Dopo essere stato scoperto dall’equipaggio della nave e gettato in mare in modo che Dio potesse calmare la tempesta, questo manda un grosso pesce a salvare il profeta; questi resta tre giorni e tre notti nel ventre del pesce fino a quando lo “sputa” dentro Ninive. Ninive era nemica del popolo ebraico, eppure la città cedette alla predicazione di Giona.

GIOVANNI – NOME O TITOLO DI UOMINI SPECIALI?

Sebbene non vi sia alcuna relazione linguistica apparente tra i nomi perché Jonas / Yonah in ebraico significa “dove”, è interessante notare le somiglianze che ci consentono di stabilire la connessione con altre storie:

Correlazioni: Adapa / Uan / Uanna / Oannes – Jonas /Yonah – Ioannes – Johanes – Yonahan – Johnathan- Jhon.

“Ioannes” diventa uno dei due nomi greci usato in modo intercambiabile in tutto il Nuovo Testamento Greco per rappresentare il nome ebraico Yonah (Jonas), che a sua volta sembra essere anche un soprannome Yohanan – da cui otteniamo il nome Giovanni (leggasi Giovanni 1:42 ; 21:15 e Matteo 16:17). D’altra parte, sia Ioannes che Ionas (l’altra parola greca per Giona usata nel Nuovo Testamento) sono usati in modo intercambiabile per rappresentare il nome ebraico Yohanan nella “Septuaginta” greca, che è appunto la traduzione greca dell’Ebraico Antico Testamento.

Il nome John ha la sua origine etimologica diretta nel Ioannes latino che, a sua volta, deriva dal greco (Ωάννης ( Ioánnis ). Tuttavia, la sua origine etimologica primitiva è in lingua ebraica ןנחוי) Yôḥānān), forma ridotta di ןנחוהי) Yəhôḥānān). Come accennato in precedenza i saggi apkallu e sacerdoti di Adapa / Uanna hanno praticato il battesimo ed anche l’esorcismo. Giovanni Battista era conosciuto come persona di grande magnetismo personale. Nel momento in cui Gesù fu battezzato da Yonah, rinacque rappresentando lo Spirito Santo; cominciò la sua Missione. Per “coincidenza” il battesimo di Cristo è celebrato tradizionalmente il 12 Gennaio, con il sole sull’ultimo decanato del Capricorno, solo uno dei segni relativi a Dio Enki.

Le somiglianze tra Giovanni Battista e gli emissari del dio Enki come Oannes, non sono riassunti solo nel nome. Come Giona a Ninive, la missione era di predicare il pentimento dei peccati ed il suo elemento era l’acqua. Nella mitologia occidentale, Joseph Campbell scrive: “Il rito del battesimo (venuto) dalla città antica, Tempio sumero di Eridu, di … Ea, “Dio della casa dell’acqua “. Giovanni Battista fu più volte dichiarato parente del profeta Elia, anche da Gesù stesso. Secondo la Bibbia, Elia fu portato da un carro di fuoco nei cieli e non è mai tornato (rapito). I miti dicono che Oannes non si nutrisse dello stesso cibo degli uomini, preferendo allontanarsi in quei momenti e allo stesso modo, Giovanni Battista sappiamo ebbe una dieta “diversa” a base di cavallette insetti e miele selvatico. Nel Vangelo di Luca c’è il resoconto dell’infanzia di Giovanni, presentandolo come figlio di Zaccaria, un uomo anziano e sua moglie Elisabetta, che era, oltre che anziana anch’essa, addirittura sterile, dunque, anche la sua una nascita miracolosa. Tornando a Gesù, non è molto difficile tracciare parallelismi tra la storia del Biblico Gesù con i miti degli Dei acquatici, e di conseguenza con il più vecchio di loro: Enki. Come detto prima, Gesù avrebbe iniziato il suo “Ministero” dopo essere stato battezzato da un probabile “apkallu” con conferma e benedizione di padre o madre dai cieli (Anu? Inanna? Ninhursag?). Gesù visse tra i pescatori; tra i suoi Miracoli annoveriamo tempeste placate, pesci pescati e moltiplicati, ha camminato letteralmente sulle acque del mare e, secondo una leggenda, disegnò un pesce sulla sabbia nell’episodio della lapidazione. Un giorno, ancora piccolo, osservando alcuni bambini che giocavano, si unì al loro gioco. Erano sulla spiaggia ed egli vide un pesce morto e secco sulla sabbia. Lo prese, lo gettò in un catino d’acqua e gli comandò di respirare. Gli disse poi: “Allontana il sale che hai addosso e mettiti a nuotare”. Così avvenne: alla voce del fanciullo il pesce divenne vivo! Molti sono gli episodi che ci ricordano che Gesù aveva pieno dominio sul mare e sui suoi misteri. In alcune frasi a lui attribuite possiamo notare i riferimenti, come:

“Sii prudente come il serpente (simbolo del dio Enki), ma semplice come una colomba / Yonah ”

“Una generazione malvagia e adultera cerca un segno, ma nessun segno sarà loro dato se non il segno del profeta Giona”.

In effetti, proprio come Giona, ha trascorso 3 giorni e 3 notti nel grembo della balena, così anche il figlio dell’uomo trascorrerà 3 giorni e 3 notti nel seno della terra”. (Matteo 12:38,40).

… (Fine Prima Parte)

Ἑκάτη

2 thoughts on “Da Adapa a Gesù … il mistero del Dio Pesce all’Origine di tutto (prima parte)”

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