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Sovente riceviamo messaggi di approfondimento sull’ermetismo. Abbiamo pertanto deciso di presentarvi l’argomento in maniera semplice, anche se non trattabile operativamente sul Web.

L’Ermetismo, secondo tanti studiosi con cui concordiamo certamente, è una dottrina che proviene dall’Antico Egitto che ha avuto un certo successo nel mondo antico e nel Medioevo. Troviamo alla sua origine molte opere attribuite a Hermès; opere pubblicate, tradotte in greco, latino e copto. Questa dottrina, conosciuta fin dai primi tempi dell’Antico Egitto, era anche chiamata arte ermetica, Arte Sacra.

L’Ermetismo ha cercato di adattare i mezzi di espressione della filosofia al pensiero tradizionale. Un’opera, il Corpus Hermeticus, contiene testi di autentica ispirazione egizia: in particolare, una definizione della lingua come la concepiva l’Egitto, il ritratto di un faraone ideale, scelto dagli dei e, indubbiamente, un aspetto fondamentale, il ruolo “iniziatico” di un tempio egizio. La decadenza dei misteri dell’alta antichità, visibile già nel IV secolo a.C., l’influenza della civiltà greca che era penetrata in tutta la regione orientale del bacino del Mediterraneo, contribuì largamente al raggiungimento della sintesi sacerdotale Greco-Egiziana, uno degli effetti più importanti e duraturi del quale fu la formazione del mito di Ermete Trismegisto, ormai definitivo e supremo sostegno dell’ermetismo.

Per cinque secoli, dal II a.C. fino al III d.C., l’ermetismo fu influenzato da tutte le dottrine prevalenti in Egitto e in tutta questa regione. Questi contributi esterni, pur influenzando l’ermetismo, avevano un vantaggio: in virtù della sua flessibilità e facilità di ricezione, la dottrina tradizionale era in grado di adattarsi notevolmente ai vari ambienti in cui veniva trasportata. Godeva del prezioso privilegio di essere in perfetta armonia con la filosofia dominante. Divenne pertanto una Dottrina.

Il primo principio dell’insegnamento ermetico è l’Unità. Troviamo la prova e l’affermazione nella tabella di smeraldo:
“Tutte le cose sono e hanno origine da Uno, attraverso la mediazione dell’Uno. Tutte le cose nascono da questa cosa … “

Il suo simbolo è il cerchio U che finisce in se stesso” o il serpente che si morde la coda (Ourobouros). Questo simbolo esprime l’Uuniverso come una Unica Entità a cui tutto è legato/ricondotto.

L’immanenza, la presenza nell’uomo di ogni possibilità è un altro principio fondamentale dell’ermetismo: “Tu sei Tutto … Tutto è in te. Questo principio trova la sua corrispondenza nelle prime frasi della Tavola di Smeraldo: ” Ciò che è in alto è come ciò che è in basso. Ciò che è in basso è come ciò che è in alto.”. Tutto ciò che ha il macrocosmo, così ha l’uomo.

Attorno a questi principi fondamentali, troviamo un insieme di concetti così diversi, così eterogenei, che è estremamente difficile trovare una coerenza di concezioni. La sua diffusione, estremamente ampia e radiosa, darà alla dottrina iniziale un’impronta diversa.

In Grecia, l’ermetismo è diventato molto rapidamente sinonimo di alchimia. L’alchimia greca, infatti, poteva permettersi, viste le sue origini antichissime, di affermare di essere Hermes, maestro di tutta la scienza. Un recente lavoro suggerisce la sua nascita sull’isola di Samotracia. Quest’isola era famosa nell’antichità per il culto dei Cabires, un culto misterioso, forse di origine fenicia, certamente pre-ellenica, che vi fu praticato nel 4500-4000 a.C..

Jean-Jacques Boissard, de divinatione et magicis præstigiis, Oppenheim, rappresentazione dell’inizio del XVII secolo di Hermès Trismegistus.

Era un’isola sacra. I Cabire di Samotracia, con i Dattili di Ida (quelli che sapevano usare le dita), i Telchini di Rodi, i Cureti di Creta, erano considerati maghi e artisti perché inventori della lavorazione del ferro. Hanno realizzato i primi strumenti. Quando sappiamo che tutta l’attività sociale dipendeva quasi esclusivamente dalla loro fabbricazione, che, senza lo strumento, la mano umana è inefficace, capiamo che chi aveva questo strumento era responsabile di tutta la civiltà. Erano guide, leader. I loro dei costituivano la prima triade: Efesto (Vulcano, dio dei fabbri), Helios (il Sole), Hermes (Logos). Nel Cratilo, Platone identifica il Logos con Hermes. Furono questi popoli ad avvicinare ai primi gruppi umani dediti alla vita pastorale, la scrittura, il metallo, gli strumenti, le tecniche di costruzione (abitazioni fisse, a terra e in barca) e la navigazione. Conosciamo al riguardo il ruolo iniziatico e complesso del fabbro africano, temuto e disprezzato, ammirato e odiato.

La religione dei Cabiri si diffuse prima in tutto il bacino del Mediterraneo e successivamente in tutto l’Occidente. È arrivata agli arabi come una tradizione metallurgica … e poi non era né segreta né nascosta. Molto tempo dopo, questa religione era quella delle associazioni di tipo corporativo che utilizzavano un gergo tecnico inteso a preservare il valore di mercato della loro manifattura: insomma, una sorta di gergo professionale. Ma sotto questa copertura artigianale si nascondono società segrete, queste davvero ermetiche. Certamente, c’erano “agenti” in questi nuovi gruppi, che stavano ancora lavorando con il metalol. Erano rari. Presumibilmente le tecniche operative non erano altro che un apprendistato, una preparazione del neofita alla comprensione delle verità iniziatiche. Queste verità non potrebbero essere comunicate senza estrema cautela.

A Roma, le abitudini sincretistiche dell’Egitto si adattarono all’ambiente e alle sue tendenze. La teogonia egizia era stata adottata lì da molto tempo e si ammetteva molto bene che gli dei potessero avere varie personalità, che si trovavano nell’unico dio adorato dai romani.
I Sabbiani includevano anche Hermes nella loro discendenza più lontana. Per i Manichei, Ermes era uno dei cinque grandi profeti che precedettero Mani. Dai manichei, l’ermetismo è passato all’Islam. Molte opere figurano nella sua tradizione ermetica. Hermes si adattava perfettamente alla sua dottrina. Ermes, Platone e Zoroastro hanno dominato la loro filosofia: da un lato la saggezza ermetica e dall’altro la congiunzione Zoroastro-Platone che ha ispirato la filosofia medievale agli albori del Rinascimento.

L’ermetismo, come possiamo vedere, fu il risultato di un lungo sforzo per riconciliare le tradizioni egiziane prima con l’astrologia caldea e poi con la civiltà greca. Era una dottrina strettamente filosofica e letteraria. Non c’è traccia di un clero o di una religione. E questa dottrina sarà servita da etichetta per altre dottrine molto diverse ed eterogenee, come abbiamo detto sopra, che tuttavia avevano un carattere comune: l’esoterismo. Alchimia e gnosi sembrano essere stati i punti di forza di questa diversità.

E troveremo questi due “punti forti” nei secoli successivi, creando non una filiazione molto difficile da provare, ma un ‘“atmosfera iniziatica” in cui si svilupperà un simbolismo fondamentale che porterà a rituali corrispondenti e spesso identici. La gnosi era un movimento religioso non cristiano ai suoi inizi, poiché era probabilmente precristiano, che prese in prestito pesantemente dai culti misteriosi e dall’ermetismo, prima di diventare cristiano o manicheo e cataro. Una delle forme moderne di gnosi cristiana si manifesta nella dottrina delle Fraternità della Rosa-Croce. Sono società segrete iniziatiche che hanno esercitato una grande influenza sulla Massoneria. Valentin Andrade e una cerchia di iniziati che lo circondano sono stati accreditati dell’origine di queste confraternite. In realtà il movimento ha beneficiato di tutta la tradizione alchemica e della terminologia ermetica. Valentin Andrade pubblicò, nel 1616, tre opere, Confessio, Fama e Nozze Chimiche che esponevano la dottrina e soprattutto inventarono il mito di Christian Rosenkreutz.

Le prime associazioni furono create in Germania, poi si diffusero in Europa. In Francia, se ne parlò nel 1622. In Inghilterra R. Fludd diffuse e sviluppò la dottrina. Due famosi seguaci, Ashmole e T. Waughan, hanno continuato il suo lavoro. Ashmole ha svolto un ruolo di primo piano nella trasformazione della cosiddetta Massoneria operativa in Massoneria speculativa.

L’influenza rosacrociana è evidente nella Massoneria dei primi tre gradi e troviamo nei rituali di iniziazione molte tracce di questa influenza che ricade sotto l’alchimia e l’ermetismo. La parola V. inscritto sulle pareti del Gabinetto di Riflessione è formato dalle iniziali di una formula ermetica. La rimozione dei m. è la tecnica più pura di trasmutazione alchemica. La famosa lettera G, infine, che può essere vista al centro della S. f. – e che adorna tutti i templi massonici – , potrebbe essere l’iniziale della parola gnosi. Questa stella è inscritta nel P. regolare costruito da Pitagora, ma Pitagora conosceva molti misteri egizi durante il suo soggiorno nei templi iniziatici della valle del Nilo, un soggiorno che durò ventidue anni.

Lasciateci concludere con una interpretazione che sia per voi motivo di approfondimento; un’interpretazione ermetica di alcuni termini usati in Massoneria: Zolfo (M.V.), Mercurio (1° S.), Sale (2° S.), Fuoco, (Or.), Aria (S.), Acqua (Os.), Terra (T.).

Tre principi e quattro elementi degli alchimisti…
Il fuoco è secco e caldo; l’aria è calda e umida; l’acqua è umida e fredda; la terra è fredda e secca.

Comitato di Redazione

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