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Uno dei fattori che più si avvicina alla storia di Gesù e la mitologia sumera è l’aspetto astronomico -astrologico. Si narra infatti che guarda caso fu Enki a delimitare i cieli, creando i 12 segni dello zodiaco, che ci portano inevitabilmente a pensare ai 12 discepoli che, hanno Gesù come rappresentante il sole. Come possiamo osservare dalle figure su cilindri di terracotta, gli Annunaki  ritenevano che la famiglia del Sole fosse composta da 12 membri : Il sole, la luna, i nostri nove pianeti e l’aggiunta di un decimo, il loro stesso pianeta, Nibiru. Dunque il numero 12 era un numero “base” da applicare a tutte le questioni riguardanti il Cielo e la Terra e ovviamente il loro legame, compresa la suddivisione del cerchio stellato intorno al Sole. Dunque, fu cosi che utilizzando le loro sofisticate mappe stellari, raggrupparono le stelle nei vari segmenti del cielo in costellazioni. 

Il nome di queste fu scelto ispirandosi ai loro stessi leader. Ecco allora nominato, tra i 12 segni, EA, “Colui la cui casa è L’acqua”. Egli era ammarato sulla Terra nelle acque del Golfo Persico, amava risalire le paludi su una barca e riempi i laghi di pesci, esattamente come Adapa , Gesu. Gli resero onore attribuendo un nome consono a due costellazioni, quella dell’UOMO dell’acqua (acquario)e quella dei Pesci.

Ai tempi dei Sumeri, sui cilindri  era rappresentato sempre circondato da sacerdoti vestiti come pescatori. A seguire tutti gli altri nomi affidati alle costellazioni in base alle caratteristiche di ognuno di loro. Ad ENLIL, il vigoroso, fu data la costellazione del Toro, A NINMAH la vergine, NINURTA il primo guerriero ebbe l’arco con il Sagittario, EA l’ostinato e caparbio ebbe l’Ariete. Quando nacquero i fratelli Utu/Shamash e Inanna/Ishtar fu dato alla costellazione il nome di Gemelli e cosi via tutti gli altri.  Da notare che la nascita di Gesù secondo la tradizione esoterica, si è verificata nella transizione tra le età dell’Ariete e pesci, e forse da lì nasce l’idea del sacrificio dell’agnello (Ariete) di Dio e secondo gli appassionati della teoria degli Anunnaki , Enki sarebbe in qualche modo tornato nell’ era dell’acquario ( forse nella forma di un altro avatar).

Furono gli Dei dunque a concepire lo zodiaco e non gli uomini e, cosa fondamentale, il numero totale, indipendentemente dai cambiamenti delle generazioni che subentravano, doveva sempre essere di dodici. Ma Sul numero 12 ed il “circolo” approfondiremo in altro articolo. 

Dunque potremmo gia azzardare alcune correlazioni: 

12 i  pescatori  sacerdoti – 12 i discepoli – 12 i segni zodiacali creati da Enki – Sistema numerico sumero basato su 12 e 5 (12 x 5 = 60) . 

Ma ora approfondiamo un ulteriore aspetto. 

Nella Bibbia è scritto che il neflim (colui che era sceso dal cielo) era figlio di un Dio e di una mortale e vengono  descritti fisicamente taluni esseri chiamati “ANAKIM” ovvero i figli di Anak (che ci riporta al termine Annunaki) ,o “RAFAIM”(della terra di Rafa)  con caratteristiche molto peculiari, tra cui  6 dita per ogni mano e piede. Piu precisamente nel II libro di Samuele 21, 20-22 leggiamo: 

“καὶ ἐγένετο ἔτι πόλεμος ἐν Γεθ. καὶ ἦν ἀνὴρ μαδων, καὶ οἱ δάκτυλοι τῶν χειρῶν αὐτοῦ καὶ οἱ δάκτυλοι τῶν ποδῶν αὐτοῦ ἓξ καὶ ἕξ, εἴκοσι τέσσαρες ἀριθμῷ, καί γε αὐτὸς ἐτέχθη τῷ Ραφα… “ che tradotto significa:“Ci fu un’altra battaglia a Gat, dove si trovò un uomo di grande statura, che aveva sei dita per mano e per piede, in tutto ventiquattro dita: anch’egli era nato a Rafa”.  

Anche in alcuni specifici capitoli del Talmud, come nel “Sotah”, si legge del popolo dei Rofim/Refa’im, ovvero i “medici” appartenuti all’era antidiluviana. Questi “medici” erano esperti nella lavorazione di tessuti biologici e nella genetica ed avevano tutti 6 dita. Dunque in numero di 12 anche le dita, ovvero 6 più 6.

Nell’Arte, Di immagini di Gesù, o Santi, rappresentati con sei dita abbiamo varie testimonianze qui in Italia. Coincidenze? IMPROBABILE in quanto spesso gli artisti intendevano comunicare anche ai più poveri e ignoranti i messaggi dei Testi Sacri. 

Avere 6 dita era segno tangibile di una “iniziazione” della presenza di un “SESTO SENSO”

DI seguito alcuni esempi :

  • Cristo nella chiesa di San Virgilio a Pinzolo
  • San Giovanni con sei dita nella chiesa di Santo Stefano di Carisolo
  • San Rocco con sei dita a Mortaso
  • La Madonna di Massimeno della Chiesa della Madonna della Fontana
  • L’affresco della Madonna che legge (1498 – Raffaello Sanzio) in Casa Santi ad Urbino
  • Lo sposalizio della Vergine (Perugino) e nel dipinto conosciuto con lo stesso nome opera di Raffaello. 
  • La Madonna con Bambino di Timoteo Viti. 
  • La “Pietà” del maestro Giuseppe Moroni. Il Cristo presenta, nella mano destra, non cinque ma sei dita. 
  • Nella Chiesa di San Pietro in Vincoli a Pontechianale tutti gli Evangelisti presentano la caratteristica di 6 dita.(figura) 

Conclusioni:

Non sorprende che la Chiesa cattolica ed i suoi rituali abbiamo subito una chiara influenza dalla mitologia sumera e Babilonese. Nel corso dei secoli molte raffigurazioni di DAGON sono state confuse con quelle di  SACERDOTI-PONTEFICI. Sappiamo dall’archeologia classica che, a fianco del mito e delle raffigurazioni di questo strano essere, è esistita una casta che probabilmente fu l’unica detentrice e custode della CONOSCENZE MISTERICHE ricevute 

La “benedizione con l’acqua” deriva da riti misterici Babilonesi. La famosissima MITRA PAPALE é un chiaro, evidentissimo rimando alla TESTA DI DAGON, la testa del PESCE. Non dimentichiamo inoltre, il particolare copricapo di  HORUS..

“Pesce” ed anche “Messia”. Dagon era Oannes, l’uomo-pesce dei Caldei, l’essere misterioso che sorgeva quotidianamente dalle profondità del mare per insegnare agli uomini ogni scienza utile e portare la saggezza agli esseri umani.  Equivale all’Avatara Vishnu dei Brahmani. Egli è il Dio della Saggezza e della Profondità, il Demiurgo Creatore. Enki, Anakim,  Gesu,  un Medico, un Rafaim , un essere particolare, figlio di un Dio e una mortale,  con 6 dita per mano o piede..

Interessanti parallelismi si trovano anche in Cina ove è profondamente radicata la leggenda di mitici iniziatori della civiltà, dalle fattezze antropomorfe di pesce. 

Ἑκάτη

One thought on “Da Adapa a Gesù … il mistero del Dio Pesce all’Origine di tutto (seconda parte)”

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