Del Giuramento Massonico si è scritto ampiamente; un argomento anche controverso visto che molti ne disconoscono l’esistenza, agganciando il Giuramento alla massoneria “che fu”.

Per chi ci legge, Iniziati e non, giusto fare una panoramica sull’argomento per poi addentrarci sulle contraddizioni odierne del giuramento stesso, contraddizioni per chi deve ottemperarvi, per chi deve far rispettare i giuramenti e commissionare le pene (non certo seguendo alla lettera le pene simboliche) e per la collettività (loggia o rito) che dovrebbe aiutare ad ottemperare oppure dovrebbe isolare chi non vi si attiene.

Il Giuramento in Massoneria (da non confondere con il testamento), è (per alcune Obbedienze era) l’atto finale di ammissione o di passaggio del profano o dell’iniziato ad un grado successivo. E’ un coacervo di regole, di promesse, di pene (simboliche), di obbedienza. Per chi le recita, ci si augura con cuore puro e sincero, e per chi ascolta; ma cos’è un giuramento? Molti anche in Massoneria lo intendono semplicemente come una promessa che, come leggiamo dalla Treccani, altro non è che “l’impegno preso liberamente e sulla parola, o anche in forma legale, di fronte ad altri, di fare o dare qualche cosa.”.

Il Giuramento è tutt’altra cosa…

Da Wikipedia … “il giuramento è la promessa di adempiere a determinati obblighi o di mantenere certi comportamenti legati a qualcosa o a qualcuno che colui che presta giuramento considera sacro, solitamente un Dio.”.

Ecco, il Sacro, sacro che torna con ancor più prepotenza nel vocabolario Treccani … “Giuramento: Nella sua nozione fondamentale, atto e formula con cui si invoca la divinità a testimone della verità di quanto si afferma (g. assertorio) o come mallevadrice e vindice di una promessa o di un voto (g. promissorio), richiamando su di sé o su persone o cose care la maledizione o la punizione divina nel caso in cui sia pronunciata menzogna, o si manchi alla promessa, agli impegni, al voto.”.

Quanta potenza, quanta chiarezza

Quello che la voce del profano all’atto del giuramento massonico (o dell’iniziato all’atto del passaggio di grado) emette – dove ancora è previsto – è un patto tra se ed il Divino, rappresentato con il VLS, dinanzi ad un’officiante, il “sacerdote”, il tramite, sotto l’influsso ed il controllo (più o meno vigile) della collettività lì riunita e quindi sotto l’influsso dell’Eggregore. Sull’Eggregore e sull’influsso di Armonia e dis-armonia tornerò dopo…

Molti purtroppo credono che il Giuramento Massonico, in quanto atto finale di una iniziazione, sia solo un patto che si stringe, un patto di obbedienza (o di rinnovo di fedeltà in caso di riti di passaggio), una serie di regole e di promesse da recitare. Domandiamoci se non sia il caso di specificare, prima del giuramento stesso, cosa si sta davvero per fare, quale legame, ed agli occhi di chi si sta prestando giuramento, ma soprattutto su quali piani avviene questo legame!

Ecco, la prima contraddizione. Un evento così importante che viene poco considerato, poco illustrato; addirittura in molte Comunioni il Giuramento è stato sostituito, con leggerezza e voglia di semplificazione, con la “promessa solenne”. Pensate un po’, anche su Wikipedia si parla di questa semplificazione: “Oggi in molte obbedienze, il giuramento è stato sostituito dalla «promessa solenne», ma secondo la tradizione per la Massoneria più ortodossa il Rituale rimane immutato e varia a seconda del Grado, legando il Fratello all’Istituzione sancendone diritti e doveri. Si pronuncia ponendo la mano destra sul libro sacro collocato sull’ara dei giuramenti.“.

Tradizione, Libro Sacro.

Il Giuramento, nei tempi antichi, veniva recitato a memoria, perché leggere un documento (o alcune volte ripetere frase dopo frase) non è la stessa cosa. La recitazione a memoria di certi passaggi rituali avveniva anche secoli fa in Massoneria (e tutt’oggi in pochi casi, in pochissime realtà), in quello che viene definito “Catechismo del grado”.

L’Arte della Memoria.

Un esempio di Giuramento Sacro in ambito Rituale/Iniziatico? Pensiamo ai Misteri Eleusini. Questi Rituali erano tenuti molto segreti visto il rischio di condanna a morte per chi fosse stato scoperto a spiarne i riti; inoltre l’adepto che ne avesse rivelato i segreti, poteva subire la confisca dei beni. Pensate che gli Iniziati ai Misteri Eleusini, in cambio della vita eterna, erano talmente motivati a rispettare il loro Giuramento che ancora oggi molti dei misteri legati ai loro Rituali sono tuttora tali.

Come per i Misteri Eleusini anche in altri ambiti iniziatici, come quello appunto massonico, il Giuramento si effettua ponendo una mano (o le mani) su un Libro Sacro, il VLS. Ecco una seconda contraddizione in ambito massonico. Pensate al Giuramento del profano prima di essere ammesso. Implicitamente non ci si fida di lui (o di lei). Nonostante le tegolature (!!!), nonostante i meno consueti “interrogatori sotto benda”; non ci si fida della sua parola e quindi lo si fa “giurare” sulla “parola” di chi riteniamo più affidabile, appunto, il Sacro, il Verbo. Un Giuramento Sacro, sfruttando la Parola ritenuta più affidabile di quella del profano (o dell’iniziando al grado successivo); usiamo il Verbo Sacro per assecondare l’ingresso o il passaggio al grado successivo di chi non ci fidiamo, “imponendogli” quel Giuramento così fatto.

Maestro Gesù cosi recitava: “non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio; né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero uno solo dei tuoi capelli.”. Un’esortazione a non usare Dio e la sua Parola per fatti che non sono di quel “mondo”.

Ma quali sono a questo punto le altre contraddizioni?

Se è vero come è vero il vincolo con il Sacro che facciamo quando “giuriamo” anche massonicamente, è scontato dire che una contraddizione è certamente contravvenire a quel giuramento. Come? Semplicemente mancando alla “fedeltà” richiesta, mancando al rispetto per l’istituzione, mancando di rispetto soprattutto al Divino ed a se stessi violando quel patto, appunto, con il Sacro. Ma quel patto è siglato appunto per una Istituzione, e davanti a testimoni, le Sorelle e/o i Fratelli lì riuniti.

Quel gruppo lì così riunito è testimone, ma anche custode. E’ protezione verso l’iniziando, ma è (o dovrebbe essere) allo stesso tempo protezione verso l’Istituzione (pensiamo alle spade rivolte verso l’iniziando). Quindi è quel gruppo il primo “controllo” in nome e per conto del Divino che il Giuramento non venga mai “tradito” e in tal caso proprio quel gruppo si deve (ma lo fa?!?) adoperare subito per l’espulsione del membro. Ci troviamo di fronte ad un’altra contraddizione. Succede sempre così? Perché è necessaria l’espulsione quando il Giuramento è stato tradito? Quanto è importante l’Armonia in un gruppo iniziatico (una Loggia, una Camera di un Rito), in un Eggregore?

Su questo argomento ho già parlato approfonditamente in un articolo qui dal titoloEggregore. Tra Rituale, Armonia e dis-armonia” (CLICCA QUI PER LEGGERLO). Eppure c’è chi con il termine “perdono”, con la scusa di definirsi iniziato, bypassa la rottura del vincolo sacro che noi chiamiamo Giuramento. Ultimamente un “fratello”, un “giovane iniziato”, parlando di riammissioni “massoniche” di Sorelle e Fratelli macchiati da pesanti colpe, mi scrive: “noi siamo iniziati, dobbiamo dimostrarci Elevati, non restare legati alla materia.”.

Alla faccia dell’Iniziato…

Sì perché arrogandoci il diritto di riammettere un membro in un gruppo iniziatico dopo la rottura di un sacro vincolo, dimostriamo tutta la fragilità dell’uomo materiale, tutta la nostra superficialità. Esagero dicendo che il perdono in caso di rottura di un Giuramento Sacro non può che essere solo il perdono Divino? Perché l’Uomo in quanto tale, vuole farsi inquisitore e sostituirsi al Sacro allo stesso tempo? Un vincolo Sacro quando è rotto è rotto, l’Armonia non sarà più ripristinata, almeno su certi piani; un vero Iniziato non può e non deve Lavorare se non in piena Armonia, quindi tornando a quel “giovane iniziato”, altroché essere legati alla materia….

Eccoci quindi di fronte all’ultima contraddizione del giuramento massonico. L’Uomo Massone chiede al Sacro, alla sua Parola, di sostituirsi al profano (o all’iniziato che sta per essere elevato ad un grado successivo) per la fiducia che dobbiamo “riporre” in quest’ultimo. Poi è lo stesso Uomo Massone che, sentendosi “iniziato ed elevato”, si sostituisce al Sacro, alla sua Parola, quando deve giudicare e soprattutto riammettere chi si è macchiato di gravi colpe nello stesso gruppo Iniziatico.

Se ciò è consuetudine allora non dovremmo arrogarci più il diritto di chiamare “Giuramento Massonico” quel vincolo …

perché l’Uomo non può e non deve sostituirsi al Divino nel giudizio e nel perdono

perché l’Uomo di oggi non è più in grado di tenere fede
ad un Vincolo con il Divino

e quindi quelle Obbedienze che hanno sostituito il Giuramento Massonico con una “banale” promessa solenne non hanno sbagliato, forse …

«È meglio non fare voti che farli e poi non mantenerli»
dice la Sapienza Divina.(Qoèlet 5,4)

WUSERMATRA

One thought on “Il Giuramento Massonico e le sue contraddizioni”

  1. i giuramenti se veri non servono a chi li fa ma a chi.li ascolta ,in quanto se vengono dal cuore e sono parte di noi servono solo a maturare e favorire che altri compiano lo stesso cammino /personalmente in vita mia ho solo giurato fedelta alla bandiera ,non so poi se sarei disposto a giurare ancora /la vita reale e ‘ complicata e mai del tutto prevedibile ///sicuro dovrebbe nel cammino terreno essere presenti le pene vere e concrete per chi abiuri un giuramento fatto in volonta e consapevolezza ,diversamente e’una falsa//di fatto oggi la massoneria e’ prettamente speculativa per tanto ci sta il cambio del giuramento con la promessa solenne ,diverso dovrebbe essere la dove sia operativa ,ammesso poi che tali operativita siano siano vere e concrete (da profano ne ho accenni ma nessuna convinzione,pur non escludendo che in casi rari possa realmente emergere ).gf

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