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Attenzione, quello che segue è un richiamo alla lealtà massonica, alla lealtà di una Tradizione secolare che ha visto i suoi natali a Napoli con il Principe Don Raimondo di Sangro con la prima codifica del corpus rituale magico-teurgico degli Arcana Arcanorum. E’ un richiamo all’attenzione, al non farsi abbindolare dai “grandi numeri”, è un richiamo alla Ricerca della Pura Tradizione.

Diciamocela tutta, avere il titolo di GRAN IEROFANTE è figo. Indossare le insegne massoniche da 97° (e c’è chi ce l’ha, tra gli altissimi gradi, anche di 98° ed addirittura di 99°) dà quel tocco in più di autorevolezza in Massoneria. Sì perché con il massonismo dilagante, con il “chi sono io e chi sei tu” anche sui social, chi ce l’ha più grande (il numero, s’intende) è quello più figo tra i Gran Mogol.


Si perdonino all’Autore questi termini, ma per alcuni personaggi più o meno incontrati e per altri conosciuti solo per quello che scrivono e dai siti web di cui si parla di loro, si parla proprio di Gran Mogol o come qualcuno usa dire in Francia, di “Gran Maestri dei Gradi Alcolici”.

Certo, ci sono personaggi e personaggi nel panorama mondiale della Gran Ierofania (quella dei vertici più o meno auto-nominati nell’ambito della Massoneria Egizia), ma di certo c’è una tendenza dilagante alla megalomania, talvolta che sfocia anche nel ridicolo, se si guarda alla nutrita sfilza di Fratelli “iniziati” al 98° e 99° in attesa di vedere i 100° ed i 110°.

Qualcuno ha “l’ardore” di firmarsi Gran Ierofante 33.66.90.95.97.99., ma forse, per molti di questi, dovremmo leggere in alcune di queste firme solo “Megaloman”; chi si ricorda di quel personaggio in tutina rossa giapponese degli anni ’80?

E non finisce qui. Il massimo (del minimo) si raggiunge quando, storia vera raccontata da chi c’era, si incontrano qui e lì in giro per il mondo ed ahimè anche in Italia “Gran Maestri” che pur di accaparrarsi un Rito che da qualche grado in più (e qualche quota associativa in più, cosa da non sottovalutare nel massonismo…), seppur slegato dalla Tradizione e privo di qualsiasi documentazione storica e retaggio rituale, comprano, avete letto bene, patenti e certificati pur di auto-nominarsi Gran Ierofante ed inserire nella propria associazione massonica la Massoneria Egizia con i suoi gradi alti (dal 34 al 97, o al 99, a seconda di che ce l’ha più grande, sempre il numero…). Navigate pure nei siti Web di taluni Riti in giro per il mondo, noterete sfilze di patenti, molto simili tra loro, forse fatte usando Photoshop, a “certificare” presunte discendenze e regolari patenti di trasmissione (in taluni, anche qualche fotografia di consegna di patenti, in ambienti pseudo-massonici con personaggi che nessuno conosce e le cui filiazioni contano 5 (cinque, avete letto bene) membri.

Questi “Gran Maestri” dovrebbero essere i primi a sapere cosa e quanto è importante in Massoneria (se la si considera per quello che in effetti è, cioè una Via Iniziatica) il concetto di trasmissione iniziatica ed invece, pensano che i poteri del Gran Ierofante (ammesso che ne esistano, come vedremo fra poco) possano essere “comprati” e che possa valere una patente, un pezzo di carta, più di una Cerimonia, più di un Retaggio, più di un Trapasso di Poteri.

Chiedete ai Gran Maestri auto-nominatisi Gran Ierofanti, chiedete pure se hanno ricevuto regolari Iniziazioni e Passaggio di Poteri Iniziatici o se si basano solo su una carta, siglata da un Uomo, (se non quando questa carta è stata falsificata o siglata da e per la stessa mano, ma anche questa è un’altra storia) e consegnata nelle mani di un altro Uomo (o Donna) … Questo è un altro argomento di grande discussione tra i ricercatori, la differenza cioè tra la Trasmissione Iniziatica Reale e quella Virtuale, ed in tal senso dovremmo scomodare due colossi come Guénon e Gurdjieff; magari in un prossimo articolo…

Menzione particolare poi per quelli che si richiamano ad una certa Tradizione e che sono stati nominati senza il necessario numero previsto da quella Tradizione, o con carte via email e senza uno “straccio” di cerimonia; ma anche questa è un’altra storia di cui un giorno forse vi parlerò…

Come si può intuire da queste premesse, mi auguro che qualche lettore porti però prove documentali che scagionino la Gran Ierofania Dilagante, il Gran Ierofante qua e là, con le dovute eccezioni, è forse il più apprendista di tutti gli apprendisti. Chi si basa su numeri e pezzi di carta, chi pensa che un numero alto valga più di una operatività, forse dovrebbe rinascere e ripartire da zero. Di certo converrete cari lettori, non può rappresentare la Guida Spirituale ed Iniziatica del suo gruppo, ammesso che il gruppo gli riconosca questa “valenza”, un “capo” di un organismo che basa la sua “autorità” su certe metodologie di trasmissione iniziatica e di potere non propriamente rituali.

Ma cos’è la Ierofania?
La Ierofania
in quanto tale è la rappresentazione del divino sulla terra. In antichità, i Re-Faraoni erano davvero considerati così, come rappresentazione del Divino nel Mondo Terreno.

Dal greco “HIEROPHANTES”, Hieros (sacro) Phantes dal verbo PHAINO (mostrare, interpretare), che letteralmente significa: “colui che spiega le cose sacre”, “colui che mostra-rivela il sacro”, “colui che dischiude gli insegnamenti sacri”. La Gran Ierofania, e quindi il termine di Gran Ierofante nell’ambito della Massoneria Egizia, è un mito ed è apparso con il Rito di Memphis di Marconis de Nègre. In origine, in Massoneria Egizia, era un titolo puramente onorario e al quale non era attribuita alcuna autorità spirituale; in quegli ambiti, così come in ogni ambito Massonico regolare, solo il Gran Maestro aveva (ed ha) facoltà di emanare decreti e di nominare successori

Il termine “Gran Ierofante” aveva quindi anticamente un significato molto diverso da quello che alcuni gli danno oggi. Quindi, la presunta trasmissione di questa Gran Ierofania è pura invenzione. Questa idea è stata, secondo molti studiosi della Tradizione Muratoria Egizia, ampiamente diffusa da Robert Ambelain (ed in seguito Gérard Kloppel) per darsi importanza, per impressionare e stabilire la loro legittimità. 

Come si può ammettere che un unico uomo e la sua “discendenza” possa costituire l’unico canale di trasmissione tra il Divino e il mondo iniziatico? In tal senso, parliamo in effetti di aria fritta: la trasmissione della Gran Ierofania è un falso problema, perché falsi i presupposti della validità della trasmissione della carica stessa

La Gran Ierofania più numerosa del mondo, quella ha generato anche altissimi gradi al di qua ed al di là dell’Oceano Atlantico è quella di derivazione Robert Ambelain. Anche un umile apprendista appena Iniziato alla Libera Muratoria sa bene che in Massoneria è valida solo la trasmissione della Gran Maestranza, il resto non è sancito in alcun documento, in alcun landmark. Nella Massoneria Egizia, nel Rito Antico e Primitivo di Memphis-Misraïm, per quanto riguarda il ramo francese che dai Fratelli Bédarride ad esempio si è propagata con la sua piramide rituale (non tradizionale secondo l’Autore) fino ai giorni nostri, i Fratelli Papus, Téder, Bricaud, Chevillon, Dupont, erano Gran Maestri, non furono mai Gran Ierofanti, né si “azzardarono” mai a nominarsi (pardon auto-nominarsi) così; d’altra parte non c’è mai stato un Grande Ierofante neanche nel Rito di Misraïm prima della “riunificazione”.

Marc Bédarride

Su questa “discendenza” (e tutte quelle che in giro per il mondo ne derivano) viene spontanea una domanda: chi ha nominato con una regolare e rituale Cerimonia, come discendenza, Robert Ambelain, Gran Ierofante?

Leggiamo cosa dice lo stesso Robert Ambelain (a cui si deve certamente il merito di aver salvaguardato il Rito in Francia durante il periodo nazi-fascista) quando questi annuncia di essere il successore di Dupont:


Zénith de Paris, le 20 Octobre 1960.

Très Chers FF. en tous vos Grades et Qualités, La diffusion d’une pénible nouvelle nous échoit à tous. La première lumière de l’Ordre en France s’est éteinte.

Le T. Ill. F. Charles-Henry DUPONT est retourné à l’Eternel Orient le Samedi 1er Octobre 1960. Avec le T.I.F. Philippe Encausse, et les Membres de sa Loge ” Liberté et Progrès”, nous avons accompagné sa dépouille au Cimetière de Coutances où il a été inhumé. Grand-Maître du RITE DE MEMPHIS-MISRAIM pour la France et ses Dépendances, Successeur en cette Charge des Très-Illustres et Regrettés F. Chevillon, Bricaud etc…

Désigné officieusement par le T. Ill. F. Dupont dès le début de cette année 1960 comme son Successeur à la tête du RITE, il tint à nous assurer de façon solennelle et presque rituelle la transmission de sa charge de Grand-Maître.

Robert AMBELAIN, Grand Maître du Rite de MEMPHIS MISRAIM, pour la France et ses Dépendances.

Robert Ambelain – Aurifer

Zénith di Parigi, 20 ottobre 1960.

Carissimi FF. in tutti i tuoi voti e qualità, diffusione una notizia dolorosa tocca a tutti noi.

La prima Luce dell’Ordine in Francia si è spenta. Il Fr. Charles-Henry DUPONT è tornato nell’Eterno Oriente Sabato 1 ottobre 1960.

Con il T.I.F. Philippe Encausse, e i membri della sua Loggia “Liberté et Progrès“, abbiamo accompagnato i suoi resti presso il cimitero di Coutances dove è stato sepolto.

Gran Maestro del RITO DI MEMPHIS-MISRAIM per il
Francia e le sue dipendenze, successore in questa carica dei
Molto illustri e compianti Fratelli. Chevillon, Bricaud ecc …

Sono stato nominato ufficiosamente da T. Ill. Fratello Dupont dall’inizio
di quest’anno 1960 come suo successore a capo del
RITO, il quale insistette solennemente e con una
trasmissione quasi rituale della sua carica di Gran Maestro.

Robert AMBELAIN, Gran Maestro del Rito di MEMPHIS
MISRAIM, per la Francia e le sue dipendenze.


In questa lettera, diversi punti meritano di essere evidenziati:

  1. Ci accorgiamo subito che il Fratello Dupont era Gran Maestro e non Gran Ierofante
  2. Apprendiamo quindi che la trasmissione al suo incaricato, Robert Ambelain, è stata “quasi rituale”, ed effettuata senza alcun rituale di trasmissione della Gran Maestranza
  3. La trasmissione era puramente amministrativa
  4. Robert Ambelain, in calce si firma con la dicitura di Gran Maestro e non di Gran Ierofante!!!!

Riassumendo.
Il Gran Maestro del Rito di MEMPHIS-MISRAIM per la Francia e le sue dipendenze, successore a questo incarico del molto illustro F. Chevillon, Bricaud, ecc … Designato UFFICIOSAMENTE da T. Ill. F. Dupont dall’inizio dell’anno 1960 come suo successore alla guida del Rito, in modo solenne e quasi (!!!) rituale la trasmissione del suo incarico di Gran Maestro.

Henri Dupont

In effetti Dupont il 13 agosto 1960 convocò Robert Ambelain a Coutances ed, alla presenza di testimoni, Irénée Séguret, Paul Corcellet e Philippe Encausse, gli trasmise tutti i poteri, ma unicamente di Gran Maestro del Rito per la Francia. Leggiamo nel documento riportato in originale:

Noi, Sovrano Gran Maestro di Memphis-Misraïm per la Francia e le sue dipendenze, Presidente del Sovrano Santuario di Francia, desideroso di consentire il risveglio e lo sviluppo del Rito di Memphis-Misraïm in Francia, confidiamo da questo giorno, per il questi territori, l’onere del Grande Amministratore del Rito all’illustrissimo fratello Robert Ambelain, già  95° grado del Rito dal 1943, il suddetto  fratello essendo in tal modo e sul fatto stesso designato come mio successore nella carica di Gran Maestro del Rito di Memphis- Misraim per la Francia e le sue dipendenze.

Nomina a Robert Ambelain come Gran Maestro del Rito per la Francia, come successore di Henri Dupont, in firma come Sovrano Gran Maestro

In nessun momento si parla di Gran Ierofante o si accenna a questo termine. Tutti quelli che sono stati “intrappolati” in questo titolo da anni, non si sono mai posti il problema della Trasmissione del Titolo, di questa cosiddetta “Ierofania”, soprattutto per quei gruppi che si ricollegano alla Filiazione francese dai Bédarride ad Ambelain. Ovviamente, ritornando all’inizio di questo articolo, per chi soffre di megalomania acuta, è meglio auto-citarsi e farsi chiamare Gran Ierofante (se non Imperatore…) che non, “banalmente ed umilmente”, Gran Maestro. Quello che è certo è che non c’è stata alcuna Trasmissione del titolo di Gran Ierofante ad Ambelain. Lascio ai lettori attenti le considerazioni su chi si rifà a questa discendenza.

Certo ed incontrovertibile fatto del resto è che la trasmissione della Ierofania a Robert Ambelain non risulta; NESSUN brevetto (per quanto questo sia marginalmente importante), NESSUN diploma o corrispondenza o prova scritta che tende a dimostrare l’esistenza di questa Ierofania di Ambelain e da lui, di conseguenza, tutta la sua “discendenza”.

Si vuole evidenziare che da più parti in tanti siti, anche a quelli che si rifanno a questa tradizione francese, si riporta questa dicitura “Nel 1963 Robert Ambelain si autoproclama Gran Ierofante Mondiale” … e proprio in quegli stessi siti, quando si fa notare l’inesistenza del 99° si cita “… la carica di Gran Ierofante Mondiale è un’inutile superfetazione ed il 99° grado è inesistente nella scala iniziatica adottata dal Convento Internazionale dei Riti Uniti tenutosi a Bruxelles nel 1934 che fissa nel 97° l’ultimo della Piramide del Rito Antico e Primitivo di Memphis-Misraïm”, e qui si apre l’altro argomento, oggetto di questo articolo.

Presunti “Altissimi gradi”.
Come appena riportato, durante il Convento Internazionale dei Riti Uniti tenutosi a Bruxelles nel 1934 venne fissato nel 97° l’ultimo grado della Massoneria Egizia nella sua Piramide, una linea, quel del 97° ed ultimo grado, seguito da molti Santuari Regolari e legittimi. Questo è un fatto certo e non opinabile; l’Autore vi invita a notare questo aspetto: gli unici organismi nel mondo che contestano quanto fissato nel Convento del 1934 sono quelli nati decenni dopo e che che prevedono al proprio interno una struttura piramidale fino al 99° … . Qualche dubbio pertanto sulle varie firme in giro di Membri insigniti (da chi poi?!?) del 98° o del 99° si solleva automaticamente anche in considerazione di ciò che i “numeri” di questi “altissimi gradi” dovrebbero rappresentare. Quello che non vi viene raccontato è che, la realtà e l’implicazione “organizzativa” dei numeri è ben diversa. In questo ci aiuta, ad esempio anche il Fratello e Maestro Passato Nebo, al secolo scorso Francesco Brunelli, che dall’alto delle sue opere (come non citare una pietra miliare per chi studia ed applica l’Operatività in Massoneria e cioè “Principi e Metodi di Massoneria Operativa“) nota e conferma questa organizzazione “numerica” che andrebbe ancora oggi, al di là delle varie linee della Massoneria Egizia, rispettata. In dettaglio si dettagliano gli ultimi gradi della Piramide Massonica Egizia nel modo seguente, nella struttura del Rito di Memphis e Misraïm:

  • 33° 90° 95° Conservatore del Rito
  • 33° 90° 96° Gran Gerofante Supremo Conservatore Nazionale
  • 33° 90° 97° Gran Gerofante Generale, Imperatore di Oriente e di Occidente.

La considerazione su questo tema è presto fatta.
Sorvolando sul termine di ‘Gerofante’ di cui abbiamo già parlato e sorvolando altresì sull’assenza del 66° (altra invenzione ‘piramidale’ di Robert Ambelain l’inserimento del 66° nella Piramide Rituale per farsi amici i Fratelli della Chiesa Gnostica), l’ultimo Grado Iniziatico della Massoneria Egizia è il 95° all’interno del Tempio Mistico (e chi dispone degli Arcana Arcanorum nell’aspetto magico-teurgico può testimoniarlo). Da questa testimonianza pare di capire che al 96° viene lasciato il titolo di, semplificando, Gran Maestro Nazionale, mentre al 97° viene dato il titolo di, semplificando, Gran Maestro Mondiale, Imperatore. Stop. Secondo i principali studiosi di questo secolo e del secolo scorso, tutto il resto è fuori norma, fuori regola, sane invenzioni, mistificazioni di chi, pur di darsi un blasone diverso o vendere “patenti di legittimità” (così dicono i ben informati), si dà, motu proprio, un grado (anche due) più alto. Nulla più. Si segnala in tal senso l’interessante libro-ricerca MEMPHIS-MISRAIM Une Voie d’Eveil Spirituel ? di Michel Jarrige che in due capitoli del libro, “Filiazioni valide o pure chimere?” e “La stupefacente piramide in 99 gradi è davvero seria?” – porta i lettori proprio ad approfondire la falsità storica di certe linee egizie e di alcuni “altissimi gradi”.

Piccolo inciso. Nulla da dire su chi “vende” patenti e legittimità, in ambito Iniziatico ed in special modo in Massoneria Egizia, nella legge della domanda-offerta chi vende esiste, perché c’è chi è intenzionato a comprare. Nei paesi liberi, la libera iniziativa commerciale è garantita; così come si consente, nei paesi liberi, la pubblicazione a pagamenti di Rituali Egizi in libri venduti da tanti Gran Mogol qua e là in giro per il mondo. Avviene anche questo, con buona pace della protezione da occhi profani di una certa ritualità!

Spunti di riflessione / ricerca.
Ovviamente, la grande diffusione di Riti Egizi a livello internazionale, che in taluni casi contemplano piramidi rituali e modalità di lavoro diversi, identificare / eleggere solo un 97° il vero unico Gran Ierofante è impossibile, per quanto, per i motivi fin qui esposti, sarebbe una carica puramente rappresentativa e non Iniziatica. In questa falla si inseriscono in molti, con più o meno buone intenzioni, se guardiamo alla Tradizione, ovvio. E guardando alla Tradizione, non può non dispiacerci vedere che gruppi autonomi, buone sorelle e buoni fratelli, armati di tanta buona volontà si lasciano abbindolare da un “altissimo grado” o da una organizzazione solo capillare, senza scendere in profondità nel retaggio rituale ed iniziatico che viene rappresentato da questo o quel Gran Ierofante auto-nominato.

Se invece guardiamo al massonismo dilagante, tutto è “lecito”, sono del resto tutte associazioni di persone, ed ognuno si crea, ci si augura nel rispetto della Legge dello Stato, la propria organizzazione, la propria peculiare caratteristica di gradi e titoli. In tal senso l’Autore propone qualche consiglio per chi si voglia avvicinare allo studio ed alla ricerca nel mondo sulla Gran Ierofania e chi ne regge lo scettro:

  • Analizzare attentamente alcune Patenti pubblicate in alcuni siti in giro per il mondo (soprattutto in America latina); vi sembrano “tradizionali”, originali e le firme in qualche modo non contraffatte?
  • Informarsi su chi si firma con “altissimi gradi”; ha un atteggiamento, magari pubblico, che ne evidenzi le sue qualità di Guida Spirituale ed Iniziatica?
  • Porsi le seguenti domande: Da dove deriva il suo lignaggio “egizio” del Fratello o della Sorella X in questione? Chi gli/Le ha conferito la nomina, trasmessa ritualmente, di Gran Ierofante? C’è stata una Cerimonia? Chi erano gli altri membri che ne hanno sancito l’ufficialità del titolo?
  • Quali Rituali adottano? Hanno la pura linea magico-teugica degli Arcana Arcanorum, fine ultimo della Massoneria di Rito Egizio?
  • Hanno una documentazione valida ed in qualche modo analizzabile su invito?

Conclusioni.
Lanza del Vasto
scriveva: “La cospirazione di imbecilli, ciarlatani e saggi ha perfettamente successo. Lo scopo di questa cospirazione era nascondere la verità. Alcuni e altri hanno servito questa grande causa, ciascuno secondo i suoi mezzi: gli imbecilli per ignoranza, ciarlatani per menzogna, i saggi per mezzo del segreto.“.

Si potrebbe dire che forse la Massoneria Egizia, per via dei suoi “altissimi gradi”, è incline a troppe ramificazioni, divisioni e “guerre” di potere? Certamente SÌ. Si potrebbe dire forse che la Massoneria Egizia è da considerare un percorso non valido da un punto di vista Iniziatico? Certamente NO. La Massoneria Egizia avvicina, con i suoi intatti e non rimaneggiati rituali e con le pratiche magico-teurgiche degli Arcana Arcanorum di deSangriana memoria, come e forse più di altre realtà, l’uomo alla scoperta del suo vero Sè e gli fornisce strumenti operativi di Reintegrazione nell’Uno.

In Italia, così come in alcuni paesi, ad esclusione forse dell’America Latina dove c’è un gran dilagare di “altissimi gradi”, ci sono realtà Tradizionali ed Iniziatiche che rispettano ritualità e lignaggio. Realtà che fanno del Lavoro improntato sulla Verticalità (tra tanti gruppi massonici improntati al massonismo ed alla orizzontalità dei Lavori) la loro essenza. Certamente il Santuario Adriatico, rappresentante in Italia della Massoneria Egizia Ramo di Venezia, pur se dilaniato nel tempo da usurpazioni e false successioni. Certamente il Santuario Egizio d’Italia, che vanta, documenti alla mano per chi ha avuto modo di analizzarli, un lignaggio rituale intatto degli Arcana Arcanorum, così come ideati nel susseguirsi di passi ed operatività magico-teurgiche, proprie della cosìddetta Scala di Napoli, l’unica realtà nell’ambito della Massoneria Egizia censita dal CESNUR.

Wusermatra

Note dell’Autore e cenni bibliografici.
Come riportato nell’incipit, l’articolo è soprattutto un richiamo sincero all’attenzione in ambito della Massoneria Egizia, al non farsi abbindolare dai “grandi numeri”; è un richiamo alla Ricerca della Pura Tradizione. Quanto riportato in questo lavoro è parte integrante di una ricerca più ampia sulla Massoneria Egizia e gli Arcana Arcanorum a cui sarà dedicato un intero capitolo nel libro di prossima pubblicazione (1Q21) da parte dell’Autore dal titolo “La Massoneria che vorrei“.

Sui gruppi non inseriti tra le realtà Tradizionali ed Iniziatiche che rispettano ritualità e lignaggio, seppur mancante, rituali alla mano, della pura ritualità operativa degli Arcana Arcanorum, la discendenza Ambelain è una “discendenza” seria ed andrebbe menzionata, almeno in Europa, seppur con tutte le divisioni ed auto-nomine; il problema evidenziato della Gran Ierofania auto-proclamata, o comunque non trasmessa ritualmente allo stesso Ambelain pone però grandissimi dubbi su questa ramificazione e sulle successive successioni e rappresentanze nazionali; saranno i lettori a farsi un’idea e, si spera, a fare ulteriori ricerche. Menzione a parte anche per l’A.P.R.M.M. inserito come Rito di Perfezionamento in alcune Comunioni. Seppur citato in alcuni siti di qualche Santuario Nazionale alla voce “Usurpazioni e false successioni”, l’Autore nell’impossibilità di valutarne Rituali e Patenti di successione che ne chiariscano il lignaggio e la trasmissione iniziatica della Gran Ierofania, non può inserirlo nella sua ricerca; la sobrietà della comunicazione adottata ed il rispetto della nomenclatura di gradi e titoli, ne garantisce però di certo l’etica. L’Autore ritiene non menzionabili, Santuari nazionali ed esteri che pur di per darsi tono e legittimità espongono solo suppellettili acquistati magari negli anni in qualche mercatino e non patenti e lignaggi certi, documentati e verificabili. L’Autore ritiene altresì non menzionabili, Santuari nazionali ed esteri assonnati e risvegliati al di qua ed al di là dell’Oceano (o dei mari, come qualche sito riporta!!!) senza procedure rituali conclamate, come ad esempio il risveglio alla presenza di almeno tre Patriarchi Gran Conservatori ad Vitam del Rito (95°) provenienti da Santuari regolarmente Costituiti.

Bibliografia di riferimento (e relativi link su Amazon).

L’articolo è lasciato “aperto” nei commenti, i lettori che volessero integrare e dire la propria possono farlo, senza censura, a patto che si firmino con nomi reali.

One thought on “Il Grande Inganno del titolo di Gran Ierofante e degli ‘Altissimi Gradi’.”

  1. Nel mio personale incedere nella Grande Ricerca trovo in codeste Riflessioni, spunti di chiarezza esemplare cui soffermarsi. Il fine, è, di Voler percorrere La Via Iniziatica, spoglia di quei orpelli, che appesantiscono ( talvolta fino a fermare) le Originali Buone Intenzioni che ci hanno introdotto sino a questi punti :.
    Grazie

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