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La mia esperienza ha inizio nel pronao del Tempio della Societas Italica Rosae+Crucis.

Un’energia mi ha invaso da subito, che mi ha infuso un senso di pace, e un desiderio di entrare alla scoperta della fonte di tanta grazia. Arriva il momento tanto atteso. Con un veste nera, simbolo dell’anima priva di luce, mi viene consegnato uno specchio dal Guardiano della soglia. Lo specchio riflette la mia immagine, e secondo la legge di analogia e corrispondenza “Come in alto così in basso”, la parte divina che risiede nel mio cuore riflette l’immagine del Divino. Sono dall’altra parte del velo, lo specchio è una chiave che mi permette di accedere alla realtà che oltrepassa la ragione. Lo specchio è il simbolo sovra-razionale, della visione spirituale, la contemplatio, la gnosi, attraverso di esso si trova concretizzato l’avvicinamento del soggetto all’oggetto.

Il simbolo è il riflesso figurato delle idee non riducibili, gli archetipi.

L’iniziazione che tende a distogliere l’uomo dall’oblio, ad aprire gli occhi spirituali, con l’immissione del seme di Luce, mi indica il lavoro da compiere: levigare il cuore, pulire i pensieri passionali, affinché come uno specchio, se non ricoperto dalla polvere, possa ricevere la Luce dello Spirito, la Luce creata da D-o nel primo giorno della creazione e sussistente in ogni particella del cosmo. Lo specchio lucente, si riferisce alla Sefirah della Misericordia o Tipheret, per il legame esistente fra questa forza e la simbologia solare, mentre lo specchio opaco indica l’ultima forza divina, Malkut (la sposa), dal momento che essa riceve il flusso divino proveniente da tutti gli altri attributi divini, per poi incanalarli verso i mondi inferiori. Il simbolo dello specchio opaco rimanda inoltre all’immagine della luna illuminata dai raggi del sole.

Mastro Eckhart ha scritto: “L’anima contempla se stessa nello specchio della divinità. Dio stesso è lo specchio che egli svela e che egli vela a chi vuole… Nell’esatta misura in cui l’anima è in grado di oltrepassare ogni, parola, in questa misura essa si avvicina allo specchio. E nello specchio che si compie l’unione come un’uguaglianza pura e indifferenziata”.

Dopo aver letto il giuramento il Guardiano della soglia con la maschera “terrifica” mi benda gli occhi, non posso ancora vedere la Luce perché mi accecherebbe. Come nel mito della caverna di Platone: dei prigionieri incatenati, fin dalla nascita, nelle profondità di una caverna, se fossero costretti ad uscire dalla caverna e venissero esposti alla diretta luce del sole, rimarrebbero accecati e non riuscirebbero a vedere alcunché. Ma è anche un passaggio dal manifesto all’occulto il viaggio che l’iniziato deve compiere, come enuncia lo stesso acronico V.I.T.R.I.O.L. Le sette parole del motto alchemico “Visita Interiora Terrae, Rectificando Invenies Occultum Lapidem” (Visita le viscere della terra, redimendo troverai la pietra occulta). Riguarda l’operazione sulla materia che l’alchimista effettua, ma è anche il rito della “discesa agli inferi”. L’iniziato, per sua scelta, inizia a smascherare tutti i suoi ego, i suoi peccati, e grazie all’intervento del Guardiano della soglia, se li troverà di fronte. Per vedere “faccia a faccia” la divinità, l’adepto dovrà liberarsi di tutte le scorie e le impurità spirituali presenti nel suo essere, perché, solo “Rectificando” con duro, lungo e paziente lavoro potrà finalmente trovare la preziosa pietra nascosta nelle profondità del suo essere. Riuscirà a scorgere quella scintilla divina che ha sempre risieduto nel suo Sé nascosto: “Invenies occultum lapidem”. Questo è il senso spirituale della Grande Opera alchemica.

Busso per entrare nel Tempio. Il Guardiano della soglia vede la croce del sacrificio proiettata nel mio volto, e prosegue incatenandomi a facendomi portare la croce. Queste catene rappresentano le vanità della vita materiale, le passioni di natura luciferica. Queste catene per mezzo della Croce Nera del Calvario, del sacrificio, saranno spezzate. Il termine sacrificio deriva dall’unione dell’aggettivo “sacer” e del verbo “facio”, che significano letteralmente “rendere sacro”. Quindi, si deve rendere sacri ogni azione e ogni pensiero; poiché sacro è un elemento della struttura della coscienza, dobbiamo preparare la strada affinché sia la coscienza Divina a guidare i nostri pensieri e di conseguenza, le nostre azioni. Prega, leggi, rileggi, lavora e troverai! O meglio: Per fiorire come petalo della nostra Rosa Mistica e ricevere da essa la sua Rugiada, dovrai innanzitutto tessere le quattro virtù filosofali (Fuoco, Aria, Acqua, Terra; oppure, Forza, Giustizia, Temperanza, Prudenza) per farne sacri i paramenti e poi forgiare le tre virtù teologali (Fede, Speranza e Carità; oppure Zolfo, Mercurio, Sale) in armi spirituali, tali che possano illuminare perfino le Tenebre.

Vorrei porre l’attenzione sul Guardiano della soglia; rappresenta l’ultimo vero ostacolo, per il candidato ai misteri, ponendosi dinanzi alla soglia spirituale come un «guardiano» per vietarne l’ingresso a coloro che non sono ancora degni di penetrarvi. Il guardiano della soglia è una parte del microcosmo divino originale nel quale esistiamo. Si tratta di uno dei tre nuclei dell’uomo divino originale, l’Uomo androgino, Adamo.

Nella genesi si legge: “In principio Dio creò Elo-him, li benedisse e diede loro il nome di Adamo”.

L’androgino è l’archetipo della coincidentia oppositorum. Coincidenza e superamento. In seguito alla caduta dallo stato di vita divino, l’uomo originale separato in tre nuclei: uno positivo, uno negativo ed uno neutro. Per positivo e negativo, si intende l’opposta e complementare polarità necessaria alla manifestazione. Quello che si suol chiamare Guardiano della soglia è il terzo nucleo, di polarità neutra, detto anche “essere aurale” o “io superiore”; perché costituisce l’impronta sulla quale verrà creato l’io inferiore ad ogni nuova nascita. L’Io inferiore, è lo strumento con il quale le esperienze e i pensieri nel corso della vita, vengono incisi nell’io superiore, cioè il suo doppio. L’atteggiamento egoico dell’Io è regolato della legge universale del karma. Ciascuno ha il suo karma che si è costruito con le scelte fatte nelle vite precedenti. L’ego agisce spinto dagli influssi di Lucifero che opera nell’interiorità dell’anima e da Ahrimane che opera sulla realtà esteriore. L’ego è spinto dal suo spirito di conservazione, della sua sete di vivere, radicata nella paura della morte. Gli istinti egoici, oggettivati in un mostro minaccioso, cercano di vincolare l’Io alle forze della sua natura inferiore, ma la continua tensione della scelta tra il bene e il male rivelano anche la duplice natura di un tale Guardiano, che come un Giano bifronte racchiude un aspetto benevolo, incitando all’ascesa verso i mondi superiori.

Riporto una frase di Franz Hartmann: «Questo Abitante della Soglia ci viene incontro in varie forme: è il Cerbero che sorveglia l’ingresso dell’Ade, il Drago che San Michele con la sua forza di volontà spirituale sta per uccidere, il Serpente che tentò Eva, e la cui testa sarà schiacciata dal tallone della donna, l’Hobgoblin che osserva il luogo dove è sepolto il tesoro, ecc. È il re del male, il quale non permetterà che nel suo regno cresca un bambino in grado di acquisire un potere superiore al suo, l’Erode dinnanzi alla cui ira il figlio divino Cristo deve fuggire in un paese straniero, senza che gli sia permesso di tornare alla sua casa (l’anima) finché il re (Ambizione, Orgoglio, Vanità, Vendetta, ecc.) non venga detronizzato o muoia.»

Alle luce di queste note e con l’osservazione del tempio, che da l’idea divina, trasposta sul piano fisico. È la rappresentazione dell’Albero della Vita, che è anche la rappresentazione del mio tempio interiore. Posso paragonare la figura del Guardiano della soglia alla colonna centrale, la via che un iniziato deve percorrere, per raggiungere il centro della croce, ed accedere ai mondi superiori, il Sentiero del serpente custode della saggezza. È la via che equilibra le due colonne che oltrepasso, entrando nel tempio. Le due colonne, una positiva e una negativa, sono dette Jachin e Boaz, una bianca o rossa e l’altra nera o blu. Una di natura solare porta l’energia divina verso il basso, è l’incarnazione, dalla causa all’effetto. L’altra di natura lunare, si ribalta ed effettua la risalita verso i mondi superiori; dall’effetto alla causa. Proseguendo nell’analisi degli elementi nel tempio, incontro la Croce nera degli elementi, la croce del sacrificio. Il tappeto a scacchi simbolo della dualità apparente, che si deve superare. La dualità è la forma manifesta di un’unità superiore. Gli opposti si inerpicano lungo la via, attraverso la quale, divenendo altro, si diviene ciò che si è: l’Uomo. Incontro parecchi elementi alchemici: i 4 elementi; fuoco, aria, acqua, terra. Gli elementi costituiscono la base di tutte le cose create, per trasmutazione e per raggruppamento. I quattro elementi sono contrassegnati dai 4 segni zodiacali appartenenti ai segni Fissi. Alla Terra corrisponde il Toro con la parola di passo “immortale”.

Le nostre azioni devono diventare ferme come la Terra. La terra è un elemento passivo; ha due qualità: secca, fredda; ha tre proprietà: oscurità o ottusità, densità o spessore, immobilità; come punto cardinale è il nord; come stagione è l’inverno. Al piano della terra corrisponde: la materia, il corpo fisico, l’esteriore All’Acqua lo Scorpione con la parola di passo “nascita”. Il nostro cuore deve diventare puro come l’Acqua, sublimando i sentimenti di paura, odio. L’acqua è un elemento passivo; ha due qualità: fredda, umida; ha tre proprietà: ottusità, densità, moto; come punto cardinale è l’ovest; come stagione è l’autunno. Al piano dell’acqua corrisponde: l’astrale, la vita che anima la materia e quindi il corpo astrale. All’Aria l’Acquario con la parola di passo “ritorno”. La nostra mente deve essere mobile come l’Aria, saper dominare ogni tipo di desiderio materiale. L’aria è un elemento attivo; ha due qualità: umida, calda; ha tre proprietà: rarefazione, moto, ottusità; come punto cardinale indica l’est. Come stagione indica la primavera. Al piano dell’aria corrisponde: la psiche, l’anima, la forza nervosa che muove tutto l’essere.

Ogni elemento contribuisce alla formazione delle quattro parti della personalità (o secondo Ippocrate: umori), che non sono fisse ma si mescolano costantemente tra gli elementi stessi. Una volta raggiunta la stabilità tra i quattro elementi, l’anima può raggiungere il Sancta Sanctorum con l’ausilio della Quinta Essenza, l’Etere, che è l’essenza dell’individuo, il Sé immutabile, il sovra-cosciente.

Jakob Böhme dice: «Non devi fare nulla, ma abbandonare la tua volontà alla propria disposizione. Le tue cattive qualità si indeboliranno e ti tufferai con la tua volontà nell’Uno dal quale uscisti in principio. Tu giaci prigioniera delle creature: abbandona la tua stessa volontà e morranno in te le creature e le loro cattive inclinazioni, che ti trattengono perché tu non vada a Dio».

I tre simboli alchemici: Sale, Zolfo, Mercurio, Antimonio. L’antimonio indica la strada che conduce alla saggezza e simboleggia la libertà dello spirito rispetto alla materialità. Il sale, è la forma, la materia. Lo zolfo (Mente) è un elemento maschile, che rappresenta il fuoco e lo spirito. Il mercurio (Parte volatile), elemento acqueo, lunare, femminile, che simboleggia l’anima, è sia materiale che spirituale. Con la presenza del Mercurio l’opera ha avuto inizio, si è già usciti dalla materia caotica.

In alto l’Altare della Rosa+Croce, composto da tre gradini come una piramide, con 33 candele di cui 3 rosse. 33 è il numero che rappresenta l’amore profondo e incondizionato. Gesù di Nazareth visse per 30 anni la vita dell’Iniziato. Dopo il Battesimo nel Giordano in lui, visse per 3 anni il Cristo, lo Spirito del Sole, attraverso la morte divenne lo Spirito della terra. La Quintessenza. Il sogno di Giacobbe (Gen 28,10-22). La scala è composta da 33 gradini; è il simbolo del cammino per l’incontro tra Dio e l’uomo. L’essenza della visione, è che, tra cielo e terra c’è un interscambio, un andare e venire. Il 3 è il numero della Santissima Trinità, ossia Dio nella sua espressione totale, l’armonia e l’equilibrio dei contrari. Per i Pitagorici il 3 è la causa di tutto ciò che possiede tre dimensioni. È la triade, il mondo, il risultato dell’intelligenza (attiva) che si somma alla materia (passiva): 1 monade, attivo; 2 diade, passivo; 3 Triade, neutro. L’uno rappresenta ciò che è attivo, il padre; il 2 il positivo, la madre; essendo la somma d’entrambi, il 3 è il Figlio.

La comprensione dell’alchimia e suoi processi (sublimazione, distillazione, calcinazione, dissoluzione, coagulazione, fissazione, fluidificazione), permette al ricercatore di sostituirsi all’opera del tempo, seguendo le operazioni di natura ad un ritmo accelerato. Inoltre può meditare sulle trasformazioni che vede nell’Athanor, che sono veri archetipi e come tali agiscono nell’anima. Per meglio comprendere i processi alchemici, si devono considerare le affinità che esistono nella formazione del cosmo. All’origine dell’intera realtà naturale vi era unico principio, il calore, che discende da Dio. Da Dio promana il Verbo divino, dal quale è creata l’azione che genera il moto e con esso il calore stesso, dal cui dinamismo ha origine la realtà naturale. L’azione del calore, prodotto della creazione, si differenzia dall’azione del calore divino. La radicale diversità fra il creatore e il mondo creato è sottolineata sia a livello terminologico (Dio crea; il calore e le dinamiche che da esso discendono, generano), sia attraverso l’enunciazione del principio che tutte le cose che sono generate lo sono attraverso l’azione del simile e del contrario, mentre Dio, non ha similitudine, non ha specie, non ha contrario.

Moto e calore si implicano reciprocamente, senza che sia possibile distinguere una priorità fra i due: è dalla loro azione, dal prodursi del calore dal moto e del moto dal calore, che ha inizio la generazione delle cose naturali, ed è ancora questa dinamica moto-calore che porterà al suo compimento perfetto. Il moto e il calore, tramite un processo di sublimazione, producono la stratificazione della materia primordiale, sostanza incorporea che soggiace a tutta la natura corporea e che non sembra essere altro se non lo stesso calore che, rarefacendosi e condensandosi, si polarizza in due estremità: le qualità del caldo e del freddo. Il dinamismo all’interno del principio unico primordiale, calore-materia-energia, produce una differenziazione all’interno dei due estremi dando luogo a sette sfere, che corrispondono a diversi livelli d’intensità del calore e sono sede dei pianeti e principio dei segni zodiacali. Si ottiene così un ordinamento della materia cosmica, in cui la polarità originaria di caldo e freddo si manifesta attraverso una serie di coppie: alto-basso, leggero-pesante, attivo-passivo, maschile-femminile.

La polarità primaria, si unisce (nozze) dando vita a due qualità ulteriori, il secco e l’umido. In realtà le due qualità non sembrano essere il prodotto del calore e del freddo, ma piuttosto la manifestazione del loro livello occulto; attraverso la scissione di ciascuna qualità occulta da quella manifesta e le ricombinazioni possibili si ottiene la formazione di realtà naturali ulteriori e più complesse, fino ai corpi elementari concreti (minerali, vegetali e animali), secondo un dinamismo che presenta sostanziali analogie in tutti i suoi stadi di svolgimento. È il calore del sole che provoca la diversità del clima e l’alternanza delle stagioni, mantiene la vita e regola le specie. Quindi è il calore del fuoco alchemico, che può dar vita ad una trasformazione “verticale” simile a quella della creazione, ma a ritroso, fino ad ottenere il “seme”, l’essenza. L’unione degli opposti, dello Spirito e della Materia purificata, è il segreto dell’Opus, è il Mistero dei Misteri, il Fondamento. Quello che si ottiene e l’Elixir oppure il Sè Superiore o il Cristo Risorto, il Lapis.

Il perfezionamento della materia o la sua trasmutazione in materia spirituale. Cioè l’integrazione di coscienza e materia nella psiche umana e nella relazione col mondo. In fondo, sopra l’altare il simbolo della Societas: la croce simboleggia i 4 elementi, la Rosa al centro ha i 5 petali e simboleggia la quantessanza e quindi l’uomo spirituale. Il cerchio rappresenta il compimento del tutto, la perfezione. … e la Rugiada della Rosa Mistica, può donarci il suo nettare…

Nel segno della Croce Circondata di Rose Vediamo, sentendolo, Il risveglio dello Spirito del Mondo Dalle profondità dell’Anima. Si staccano dalle profondità dell’Anima Le forze nascoste del Mistero. Forze che agivano nel Principio, Forze che devono agire alla Fine, Forze nelle quali Noi pensando siamo, Nelle quali Noi amando viviamo, Nelle quali La devozione respiriamo.
Rudolf Steiner

Comitato di Redazione

Si ringrazia Sr. Mnemosine e la Societas Italica Rosae+Crucis per la disponibilità dell’articolo.

One thought on “Il Tempio Rosa+Croce”

  1. Prosa splendida,…il racconto delle proprie “emozioni” potrebbe creare l’invidia del più alto romanticismo inglese. Tolto questo, molto importante é quello che rimane.
    Tutto è perfettibile.

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