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L’iniziazione Massonica è il Rito per il quale si viene ammessi a fa parte di un gruppo: dopo aver dimostrato di essere degno di appartenere alla cerchia ristretta ove aspira a entrare, il nuovo arrivato è ammesso a far parte del sapere e dei segreti che conferiscono al gruppo il suo speciale carattere e il suo fondamento.

Raggiungere una posizione sociale privilegiata, conoscere i segreti, comprendere i misteri: in queste premesse consiste il fascino delle sette segrete dagli albori dell’umanità, poichè rispondono all’aspirazione quasi universale degli uomini di essere accettati dai loro pari, di far parte degli eletti, degli iniziati.

L’iniziato è lo status di chi entra a far parte di un’associazione, nello specifico mi occuperò dei neofiti della massoneria.

Il giuramento di mantenere il segreto è in genere un momento essenziale della cerimonia, in quanto è il fulcro che determina l’esistenza del gruppo.

Spesso si ritiene che la forza del sapere rivelato all’iniziato dipenda proprio dalla sua segretezza, come lascia intendere un detto – degli Indiani zuni dell’America Sud-Occidentale: “ un potere divulgato è un potere perduto”.

Nelle cerimonie di iniziazione, il neofita ergo iniziato diviene il principale attore di una rappresentazione che mette in scena il suo passaggio da profano a membro del gruppo, durante il quale di solito viene trattato dapprima come straniero o come una spia : al fine di dimostrarsi degno dell’onore di appartenere al gruppo, dovrà affrontare una serie di prove, metaforiche : disagi, privazioni , minacce di ferite – simboliche – di morte.

Il rito si compone in un viaggio allegorico che l’adepto intraprende, che rappresenta il percorso tra la sua precedente esistenza nelle Tenebre e l’Illuminazione raggiunta diventanto membro del gruppo.

Questo “viaggio” assume spesso la forma di una “morte” per aspirare ad una successiva rinascita rituale, un mistico divenire, al fine di purificare il profano per prepararlo al meglio a ricevere i segreti custoditi dall’organizzazione rivelati di volta in volta con nuove cerimonie e relative rivelazioni.

Il rituale massonico si attua attraverso tre stadi fondamentali di appartenenza:

– Apprendista;

– Compagno d’Arte;

– Maestro Massone.

A questi si affiancano diversi livelli superiori riservati a chi si dedica esclusivamente alla ricerca della verità.

Il profano viene posto davanti alla porta della Loggia mentre il custode, o guardiano, bussa in sua vece per chiedere chi sia ammesso.

L’adepto spogliato dei propri beni mondani vestito solo di un capestro allentato – simbolo del legame che intercorre tra ogni Massone e la sua loggia – con una benda sugli occhi – simbolo di segretezza e le tenebre.

Da lì un divenire mistico di conoscenza, affrontando delle prove – come una spada puntata contro il petto per valutarne il coraggio e la risolutezza spirituale- al fine di scoprire la Luce, togliendo la benda.

La morte e la rinascita simboliche cui il profano deve sottoporsi sono alla base di un rito che rievoca la saga di Hiram Abiff – architetto incaricato da Salomone della costruzione del Tempio – che avrebbe subìto il martirio pe rmano di alcuni apprendisti cui si era rifiutato di rivelare I segreti del livello di maestro.

Spesso l’iniziazione di un nuovo adepto rinnova in quelli di vecchia data le emozioni delle loro prove iniziatiche intrinsiche di un’emozione indescrivibile, che affonda le radici profonde dei bisogni e delle aspirazioni umane.

Di un oscuro ed ineffabile fascino si compone l’appartenenza al gruppo esprimendo una verità emotiva, intuitiva ed immediata, per riuscire a comprenderne l’essenza potremmo rifarci a un commento enigmatico di Cicerone: “Abbiamo appreso a vivere e a morire con più speranza”.

Beatrice Pecora

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