fbpx
Grembiule Massonico Massoneria Egizia
Reading Time: 4 minutes


La prima descrizione massonica della Catena di Unione sembra apparire nel 1696 in queste righe dal Manoscritto degli Archivi di Edimburgo:

“Ma per (essere) un m.·. m.·.o un c.·. di m.·. c’è ancora molto da fare, e questo è ciò che segue. Prima di tutto gli a.·. devono essere condotti fuori dalla compagnia (l.·.), e non ci devono rimanere che padroni … Poi i m.·.si sussurrano l’un l’altro la p.·.che inizia con il più giovane … dopo di che il nuovo m.·.deve assumere la posizione in cui deve ricevere la p.·. … Quindi il m.·. gli dà la parola e gli s.·. la m.·. alla maniera dei m.·., e questo è tutto quello che c’è da fare per renderlo p.·. c.·.”. Quindi Tradizionalmente, erano chiamati alla Catena di Unione, M.·. e C.·., gli a.·. non erano abilitati a parteciparvi…

Ovviamente, la Catena di Unione al giorno d’oggi ha un significato molto diverso benché la sua somiglianza formale con i nodi d’amore che adornano la nappa dentellata, la Catena di Unione, la troviamo anche evocata nel 1723 in una canzone massonica stampata alla fine delle Costituzioni di Anderson; quei nodi che rappresentano la solidarietà e l’amore che unisce ciascuno delle Sorelle e dei Fratelli della Catena.

Questa potente catena simbolicamente univa i Fratelli Costruttori Compagni del Medioevo e ciò spiega come mai i monumenti costruiti in Europa siano molto simili. Molti costruttori di quel tempo avevano acquisito le loro conoscenze nella stessa scuola, quella dell’Università di Cordoba, dove i musulmani portavano la loro ricchezza culturale in campi diversi come la letteratura, la poesia, la matematica (chiamata la Scienza Esatta) e l’architettura. Hanno osservato le stesse leggi dell’architettura e della geometria. Hanno diretto le loro opere e costruzioni secondo i principi e le tradizioni esoteriche. Grazie alla loro catena di unione fraterna, i muratori sparsi in tutta Europa erano sempre in contatto tra loro. Trasmettevano la loro arte e questi noti miglioramenti, in questo modo venivano integrati nelle tecniche dell’intera corporazione. Questo bell’esempio di scambi di massoni operativi del Medioevo ha permesso la costruzione degli edifici che ammiriamo oggi. Si unirono per costruire un’opera comune e la loro pietra come la nostra si adatterà a una costruzione: il tempio ideale dell’umanità.

Tornando all’aspetto “speculativo” moderno, la Catena di Unione, in Massoneria, non sempre viene effettuata; come spesso accade, quelli che sono elementi Tradizionali, meditativi, iniziatici, vengono spesso dimenticati, eliminati da rituali per una presunta, cito testualmente “necessità di semplificazione ed aggiornamento” dei rituali stessi. Vedete, la Catena di Unione in Massoneria è un Rituale (o almeno una parte) come un altro. Tuttavia, Lévi-Strauss aveva ragione: il rituale continua perché è utile agli uomini, perché fa del bene. È quasi una visione darwiniana del rituale: dal momento in cui non serve o non è utile, o non serve la società o la maggioranza degli uomini, non ha vocazione a rimanere ed in questo caso verrà eliminato.

Prendete la Catena di Unione in caso di malattia. La malattia è un momento temporaneo in cui tutto ciò che si deve fare è bene cercare di farlo quando si è dalla parte dei vivi, dalla parte della società e della Comunità; massonicamente è necessario soddisfare i requisiti rituali per riaccendere un po’ di energia o respiro all’individuo affinché la malattia scompaia. Quindi è davvero una specie di lotta tra il bene e il male; una battaglia che non è visibile, che è al centro del corpo dell’individuo, tra le forze del bene e quelle del male. E tutti i rituali sono lì per influenzare questa lotta e consentire la vittoria delle forze del bene più o meno rapidamente. La Catena di Unione può avere questo scopo, ovviamente in quelle Logge, con quei Rituali dove essa è presente nella sua forma Tradizionale. Se questo può non risultare nella stragrande maggioranza dei Rituali delle Logge di stampo “anglosassone” o in quei riveduti e semplificati di talune Comunioni del Rito Scozzese Antico ed Accettato, di certo risulta nei Rituali della Massoneria Egizia (www.massoneriaegizia.it).

Innanzitutto, è una parte di Rituale che si svolge con il T.·. sull’A.·. al centro del N.·. ancora acceso, molti gruppi invece, esterni alla Massoneria egizia, quando praticano la Catena di Unione fraterna la fanno a fine lavori, prima di lasciare la sede della Tornata.

Prima di qualsiasi frase “imposta” dal rituale, viene chiaramente riportato che è necessaria una meditazione, il cui oggetto è e spetta solo al M.·.V.·., con tutte le fasi da non dimenticare di respirazione e rilassamento; meditazione che può avere anche carattere “taumaturgico”. Poi la Catena di Unione continua con alcune indicazioni, sempre del M.·.V.·.: Rallegriamoci del L.·. compiuto in modo leale. Sforziamoci di condurlo ogni giorno di più verso la P.·..

Un invito quindi ad approfondire il Rituale ed a svolgerlo, ogni T.·., sempre meglio, sempre tendente alla P.·..

Poi c’è questa frase, che fa capire l’importanza della Catena di Unione e del perché dovrebbe essere sempre presente, proprio per rafforzare il legame animico tra i membri della Loggia e del Rito: Che la Catena di unione Fraterna sia oramai così forte tra noi che niente possa mai spezzarla.

Anticamente e Tradizionalmente, nella Massoneria egizia, la Catena di Unione veniva effettuata solo tra un cerchio ristretto di componenti. Oggi con la scusa delle doppie appartenenze (per riempire le colonne e consentire l’apertura dei L.·.), Sorelle e Fratelli di diversi Riti si riuniscono saltuariamente in una “Loggia Egizia”, creando scompiglio energetico ed eggregorico non indifferenti… ma questa materia sarà trattata nel mio prossimo articolo…

Nel frattempo, concludo stuzzicandovi con questa domanda: Voi fate la Catena di Unione Fraterna prima di terminare gli A.·.L.·. in L.·.? Con tanto di Meditazione?

Wusermatra

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *