arco reale

PRIMA PARTE

Nonostante in molti identificano (erroneamente secondo il sottoscritto) nella Massoneria Anglosassone (e sue filiazioni nazionali) l’unica Massoneria Regolare del mondo, e nonostante altresì si veda non di buon occhio tutti gli iniziati a quelli che vengono identificati come i “sides degree”, i gradi di perfezionamento oltre i tre gradi canonici di Apprendista, Compagno e Maestro Massone, non c’è dubbio sul fascino che ha sempre avuto il Grado dell’Arco Reale (Royal Arch Degree) e la sua Cerimonia di Esaltazione.

Sebbene in tanti si siano dedicati a parlare di Massoneria, la sua descrizione, i suoi retaggi, i suoi misteri, il suo scopo più intimo resta un argomento che singolarmente va esplorato. Più mediti sui simboli e sulle allegorie, più lo stupore diverrà enorme per la profondità dei suoi insegnamenti e ancor più per le sue applicazioni alla duplice natura dell’Uomo, Spirituale e Materiale.

Forse non tutti sanno che c’è un’interessante allegoria su questa duplice natura dell’uomo nel Talmud, dove si dice l’anima dell’Uomo viene dal cielo ed il corpo dell’Uomo altro non è che il fodero, l’involucro. Gli Iniziati all’Arco Reale Anglosassone collegano questa allegoria alla Massoneria: l’Arte (la Massoneria Azzurra) è il fodero dello spirito, mentre la Sublimazione nel Grado dell’Arco Reale che è la spada dello spirito, la sua Essenza.

Il corpo e l’anima dell’Uomo sono indissolubilmente legati insieme sulla terra e allo stesso modo la Massoneria Azzurra Anglosassone e l’Arco Reale sono strettamente legati. 

Gli “esaltati” al grado dell’Arco Reale usano molta enfasi quando parlano di questo Rituale. Sostengono infatti che il Massone ha lasciato il piano materiale dove risiede la massoneria azzurra ed è approdato al piano spirituale una volta terminata la Cerimonia di Esaltazione. Li sentirete dire, a giusta ragione secondo chi scrive, che in quanto giunti sul piano spirituale, non c’è più sole e luna, non c’è più un tempo, non c’è più una destra o una sinistra, non c’è più un deambulare in senso orario, nessun punto cardinale. Inoltre si da molta enfasi al piano spirituale dell’Arco Reale quando, durante la Cerimonia, si fa deambulare il candidato in senso antiorario per ben sette volte per ascoltare, fermandosi appunto sette volte, gli estratti delle Sacre Scritture.

Ci sono certamente molte somiglianze tra la Massoneria Azzurra Anglosassone ed il Grado di Sublimazione dell’Arco Reale, anzi talvolta si legge una tendenza naturale nel considerare l’aspetto Rituale e non quello prettamente Spirituale. Sebbene ci siano somiglianze anche negli arredi, ci sono anche molte differenze, differenze che invece qualcuno erratamente assimila con “punti di somiglianza”. Ad esempio, i maglietti del Maestro e dei suoi Sorveglianti in una Loggia sembrano a prima vista essere simili ai tre scettri dei Principali nell’Arco Reale, invece ciò che pare una somiglianza è una netta differenza simbolica.

Ci sono due diversi usi e significati del maglietto in Loggia: eliminare tutte le superfici e, come emblemi di potere, mantenere l’ordine nella Loggia. Allo stesso modo ci sono due diversi tipi significato gli scettri nell’Arco Reale, lo scettro del monarca e lo scettro spirituale. Consideriamo lo scettro del monarca a cui Shakespeare per esempio si ispira mostrandolo come la forza del potere temporale, l’attributo al timore reverenziale e alla maestosità. Questo tipo di scettro è stato adottato per la prima volta come emblema del potere temporale di Tarquinio il Superbo nel 468 a.C., ma molto prima dei giorni di Tarquinio lo scettro era un emblema spirituale, ed a questo tipo di scettro che si fa riferimento in un Capitolo dell’Arco Reale. L’argomento dovrebbe interessare tutti gli Iniziati all’Arco Reale, e dovrebbe essere sempre passare il messaggio che quello scettro non deve mai essere considerato come emblema di potere nel Capitolo, anzi piuttosto una “tendenza verso Dio”.

Royal Arch Lodge Room in LIverpool

Come riportato nel libro “The Correspondences of Egypt: A Study in the Theology of the Ancient Church” di C. Th. Odhner, lo scettro, come strumento e simbolo, ebbe origine a Memphis durante la religione monoteista, intorno al 4000 a.C.. Alcuni dei sacerdoti anziani che andavano al tempio di Memphis avevano un lungo bastone per sostenere i loro passi vacillanti. Successivamente è stato richiesto che tutti i Sacerdoti del culto di Aton insieme giovani e anziani portassero un bastone “personale”, non come ausilio nel camminare, ma per indicare che ci si dovrebbe appoggiare sempre a Dio Aton per l’esercizio dei propri doveri “sacerdotali”. Più tardi il bastone “personale” fu accorciato e fu chiamato “lo scettro” ed è quel tipo di scettro che viene messo nelle mani di ogni Compagno installato come presidente del Capitolo dell’Arco Reale. 

Un Presidente, quando tiene in mano lo scettro non dovrebbe mai sforzarsi di rendere il segno R. o H.; ma cosa si intende per i segni di R. e HA.? In un vecchio rituale dell’Arco Reale si chiama il segno di R. o H., quel segno da utilizzare per entrare o uscire da un Capitolo come riverenza al Santo Nome sulla cima dell’Altare. In un’altra parte degli antichi Rituali il segno di P. era usato per rivolgersi ai Presidenti. Molti ritengono un fatto negativo e di perdita di Tradizione la sostituzione semplificata dei segni R e/o Ha con il segno di P..

Possiamo tornare alle differenze tra la Massoneria Azzurra Anglosassone con l’Arco Reale, differenze che come detto sopra, sono da taluni considerate erroneamente delle “somiglianze”. Quando viene affidato un candidato all’Arco Reale ad uno degli ufficiali si crede a volte che questi rappresenti lo stendardo di Giuda e che sia usato come uno dei Tre “Soggiornanti” e che egli sia stato stato accettato come discendente dalla tribù reale stessa di Giuda. Ma c’è un altro motivo per cui l’emblema di Giuda viene utilizzato per la maggior parte delle azioni nelle Cerimonie dell’Arco Reale. Dobbiamo risalire all’insegnamento spirituale ed è perché il simbolo del Leone, il Leone dello Zodiaco, è raffigurato sull’emblema di Giuda. Il Leone è brevemente descritto come denotazione di Forza o Anello di Potenza; il significato completo però è Il Potere e la Forza del Santissimo contro la falsità ed i mali del mondo, un significato alternativo a Signore della Verità.

Può succedere talune volte che nelle cerimonie dell’Arco Reale vi siano due candidati alla Esaltazione. Quando ciò accade al secondo candidato dovrebbe essere affidato lo Stendardo di Dan, un altro dei quattro Principali Stendardi dove il simbolo riportato è un’Aquila. Il sigillo di Dan ha subito molti cambiamenti nei secoli. In origine era lo Scorpione dello Zodiaco, successivamente venne alterato nell’immagine di Cerastes, la vipera della Palestina. Più tardi è stato dato un significato astronomico all’ “aquila” perché in linguaggio astronomico l’Aquila è Paranatellon dello Scorpione, sia all’alba che al tramonto.

Un altro cambiamento “astronomico” fu il simbolo di uno Scorpione che morde il tallone di un cavaliere. Tra le altre modifiche ai simboli c’era un’aquila che si librava in alto con una vipera tra gli artigli a significare la vittoria del bene sul male e nel Targum (versione in lingua aramaica della Bibbia ebraica) si fa riferimento alla vittoria dell’Aquila su Cerastes.

Poiché la forma di un Capitolo dell’Arco Reale si avvicina a quella di un arco catenario, le insegne, gli stendardi sono necessariamente disposti su un oblungo anziché su un quadrato come era invece usanza tra gli ebrei. Il campo ebraico nel deserto era un quadrilatero ed era diviso in 16 divisioni. Le 12 divisioni esterne furono occupate dalle 12 tribù con Giuda, Reuben, Efraim e Dan nei punti principali, i quattro angoli della piazza. Prima del tempo del Tabernacolo le quattro divisioni centrali contenevano immagini dei quattro elementi, Fuoco, Aria, Terra e Acqua. Abbiamo una disposizione simile nei Capitoli dell’Arco Reale, ma oltre alle quattro immagini compare un quinto elemento. 

Questi sono chiamati i cinque corpi platonici che rappresentano correttamente i quattro elementi ed “erroneamente” quella che viene definita la sfera dell’Universo. Prima di trattare questa descrizione errata, consideriamo i cinque corpi platonici regolari come un corpo unico e riduciamo le nostre idee sulle loro proporzioni e l’uguaglianza allo standard dato che è la Tripla Tau.

Tutti i lati in uno qualsiasi dei corpi sono esattamente uguali nelle dimensioni agli altri lati e così abbiamo la ragione per cui sono chiamati corpi regolari. Prendendoli nel loro giusto ordine dal corpo più vicino allo Scranno ad Est al corpo più vicino allo Scranno a Nord troviamo:

  • Tetraedro (quattro lati);
  • Ottaedro (otto lati);
  • Esaedro (sei lati);
  • Icosaedro (20 lati)
  • Dodecaedro (12 lati). 

L’ordine numerico della loro disposizione è quindi di 4, 8, 6, 20 e 12 lati, quando questo ordine è ridotto ad una Tripla Tau il loro ordine numerico è il seguente è 1, 2, 3, 5 e 9 quindi:

  • Tetraedro, costituito da quattro triangoli “equivale a otto angoli retti una Tripla Tau.
  • Ottaedro, costituito da otto triangoli equivalgono a 16 angoli retti equivalgono a due Triple Tau.
  • Esaedro, costituito da sei quadrati equivalgono a 24 angoli retti tre Triple Tau.
  • Icosaedro, composto da 20 triangoli equivale a 40 angoli retti uguale a cinque Triple Tau.
  • Il dodecedro ~ è composto da 12 pentagoni equivalgono a 72 angoli retti equivalgono a nove Triple Tau.

I primi quattro corpi sono correttamente indicati per rappresentare i quattro elementi materiali; Fuoco, Aria, Terra e Acqua, ma si afferma erroneamente che il quinto corpo rappresenta la sfera dell’Universo. Platone non l’ha mai detto. Sosteneva che oltre ai quattro elementi terreni ce n’era un altro di elemento, un elemento astrale che unisce cielo e terra, che permea l’intera sfera dell’Universo e purifica gli stessi elementi materiali dei loro componenti di base. 

Platone

Platone si riferiva a questo elemento astrale quando ha detto:

L’anima non può rientrare in cielo fino a quando le rivoluzioni dell’Universo non lo avranno riportato alla sua condizione primitiva e la purificò dall’effetto del suo contatto con i quattro elementi terreni.

Questo aspetto del pensiero filosofico di Platone non fu compreso e sorse la convinzione che esistesse davvero un quinto elemento materiale che purificherebbe i metalli basici e trasformerebbe il piombo in oro. Da questa convinzione nacque la ricerca della Pietra Filosofale durante il Medioevo. Anche se oggi molti considerano ridicola la ricerca della Pietra filosofale, abbiamo un malinteso alquanto simile in Massoneria per quanto riguarda la Ricerca della Parola Perduta… Per il Libero Muratore la parola è considerata una parola segreta di riconoscimento o il nome del SADM o GADU, mentre sappiamo che un concetto è puramente allegorico. 

Il termine PAROLA in Massoneria ha lo stesso significato di quando fu usato per la prima volta in epoche lontane. Nella frase “In the beginning was the Word...” tradotto in italiano non “All’inizio era la PAROLA…” bensì “All’inizio era il Verbo…”, il termine WORD, PAROLA, veniva usato in quella frase per indicare la Volontà di Dio, o anche detta la Legge di Dio. San Giovanni usò questa frase nel prologo del suo Vangelo e gli diede un senso mistico, ma l’origine del termine WORD, PAROLA risale ai periodi più remoti dell’antichità. Una delle prime, forse “la” prima concezione della Creazione era la convinzione che vi era una differenza troppo grande tra il puro Spirito, pura essenza Divina, e la materia base per essere stato l’atto della Creazione effettuato direttamente da Dio stesso, e da qui derivarono molto attributi di Dio; il suo primo attributo, intendendo la Sua Legge o la Sua Volontà, era definita PAROLA, la causa della Creazione. Come dire in maniera “sephirotica”, la PAROLA è Kether, emanazione di Ein Sof, e da KETHER si generano BINAH e CHOKMAH.

Ecco la grande allegoria della Massoneria per la ricerca del massone anglosassone significa semplicemente “Cerca la PAROLA, la Volontà di Dio”.

L’allegoria della ricerca era espressa in termini semplici in passato nei Rituali della Cerimonia dell’Esaltazione all’Arco Reale. La formulazione della preghiera più antica nel Rituale ricorda all’iniziato sempre che l’oggetto e l’intento dei Massoni dell’Arco Reale è l’obbedienza alle Sacre Leggi. D’altronde, nella Ricerca del Vero è l’essenza della massoneria: la libera muratura è antica, ma come abbiamo visto prima … all’inizio era la PAROLA ed in essa è la forza della Massoneria, da qualsiasi punto la si veda, da qualsiasi Grado la si viva, di qualsiasi Rito si faccia parte.

Wusermatra

ECCO LA SECONDA PARTE DAL TITOLO
L’Arco Reale nella Massoneria Anglosassone e le corrispondenze con gli Antichi Rituali Egizi

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