Le Virtù di Un Libero Muratore.

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Comunicato del Santuario Egizio d’Italia circa le incresciose infiltrazioni ed intromissioni nei Lavori Rituali e nell’Armonia.

Noi, 𝐒𝐮𝐛𝐥𝐢𝐦𝐢 𝐏𝐚𝐭𝐫𝐢𝐚𝐫𝐜𝐡𝐢 𝐆𝐫𝐚𝐧 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐚𝐝 𝐕𝐢𝐭𝐚𝐦 del Santuario Egizio d’Italia Arcana Arcanorum del Rito Antico e Primitivo di Memphis-Misraïm e Luci della Perfetta Unione – Loggia Madre del Santuario Egizio d’Italia.


Gentili Sorelle, stimati Fratelli. Care amiche, gentili amici e Voi tutti che ci seguite nel nostro sito Nazionale ed interagite con i nostri profili social.


Nelle ultime settimane, con il ri-presentarsi (dopo macerie e dispersione di tante sorelle e fratelli) sul territorio di Napoli di spurie e non tradizionali filiazioni della Massoneria Egiziana su suolo italico, il nostro Santuario è stato oggetto di subdole attenzioni da parte di chi sperava, infiltrando ambigui personaggi tra le nostre Colonne, di accedere alla nostra Documentazione Tradizionale ed ai nostri intatti Rituali. 

Sorvoleremo su chi si è macchiato di gravi colpe massoniche e profane arrivando addirittura alla diffusione dei nomi e dei contatti dei partecipanti ai nostri Lavori Rituali nella città di Napoli.

Sorvoleremo altresì sull’iniquità di taluni gran mogol che “dall’alto” della loro carica apicale, prima sbeffeggiano e poi, consci della mancanza dei fondamenti della propria Tradizione, cercano a titolo personale e/o con l’ausilio di canuti personaggi in totale confusione iniziatica, di avvicinarsi alla nostra Realtà per accedere alla Tradizione Rituale a loro mancante. 

Per queste persone che con difficoltà chiamiamo “Sorelle” e/o “Fratelli” non c’è che un giudice, se non la propria Coscienza. Siamo certi però che hanno mancato totalmente in Giuramenti Sacri e Virtù Massoniche, così come ci si aspetterebbe dopo paventati decenni di frequentazione della Libera Muratoria Universale.

Ci siamo domandati negli ultimi giorni su come si potesse arrivare a macchiarsi di tali colpe.

L’unica plausibile spiegazione è la totale mancanza delle già citate Virtù, 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗩𝗶𝗿𝘁𝘂̀ 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗶 𝘀𝗶 𝗮𝘁𝘁𝗲𝗻𝗱𝗲 𝗱𝗮 𝘂𝗻 𝗟𝗶𝗯𝗲𝗿𝗼 𝗠𝘂𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲, fin dalla sua Iniziazione al grado di Apprendista; probabilmente per taluni ambigui e contro-iniziatici personaggi le Virtù in Massoneria sono un vano ricordo.


È per loro e per chi ci segue che vogliamo pertanto approfondire in questo lungo post le 𝗩𝗶𝗿𝘁𝘂̀ 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗟𝗶𝗯𝗲𝗿𝗼 𝗠𝘂𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲, confidando nel rinsavimento di quei pochi seguaci che ancora seguono certe figure; siamo certi che, ri-presentando le Virtù di un Libero Muratore, qualche interrogativo possa sorgere.

La parola Virtù deriva dal latino virtus, radice Vir per uomo. La virtù è definita come: 

1) Attività o forza delle cose per produrre o provocare i loro effetti;

2) Qualità personale considerata buona e corretta;

3) Buona condotta, comportamento conforme a norme o leggi morali;

4) Costante disposizione della anima per le azioni conformi alla legge morale. La virtù si oppone al vizio, e ha una grande importanza per la vita etica;

5) È integrità verso la verità. Si esprime come eccellenza morale, potere e forza, castità o purezza;

5) Qualità positiva di un essere, persona o cosa, che espone i vantaggi di detta entità attraverso i qualificatori.

𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗱𝗶 𝗩𝗶𝗿𝘁𝘂̀, 𝗶𝗻 𝗴𝗲𝗻𝗲𝗿𝗲 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗽𝗼𝘀𝗶𝘁𝗶𝘃𝗲,  𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗻𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗶, 𝗮𝗰𝗾𝘂𝗶𝘀𝗶𝘁𝗲 𝗼 𝗮𝗽𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲. 

Quando diciamo che un Massone è un uomo o una donna di buona morale, intendiamo che dobbiamo differenziarci nel nostro comportamento con le nostre qualità e virtù dal resto del mondo profano. 

Q̲u̲e̲s̲t̲e̲ ̲s̲o̲n̲o̲ ̲l̲e̲ ̲v̲i̲r̲t̲ù̲ ̲c̲h̲e̲ ̲o̲g̲n̲i̲ ̲M̲a̲s̲s̲o̲n̲e̲ ̲d̲o̲v̲r̲e̲b̲b̲e̲ ̲a̲v̲e̲r̲e̲ ̲e̲ ̲c̲h̲e̲ ̲d̲o̲v̲r̲e̲b̲b̲e̲r̲o̲ ̲f̲i̲g̲u̲r̲a̲r̲e̲ ̲i̲n̲ ̲o̲g̲n̲i̲ ̲S̲t̲a̲t̲u̲t̲o̲ ̲/̲ ̲R̲e̲g̲o̲l̲a̲m̲e̲n̲t̲o̲.̲

𝗟𝗮 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝘃𝗶𝗿𝘁𝘂̀ 𝗲̀ 𝗹𝗮 𝗣𝗿𝘂𝗱𝗲𝗻𝘇𝗮.

La prudenza consiste nel discernere e distinguere ciò che è buono o cattivo, per seguirlo o fuggirlo. È ciò che ci guida quando e come agire nel qui e ora. Prudenza non significa non sbagliare, molte volte sbagliamo ma abbiamo la capacità di riconoscere quando falliamo e di riconoscere i nostri limiti imparando da essi. Inoltre, ci aiuta a controllare le nostre emozioni e passioni adattando il nostro comportamento a ciò che detta la ragione. Dobbiamo essere come un semaforo: rosso “stop”, giallo “pensa” e verde “parla”.

𝗟𝗮 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮 𝘃𝗶𝗿𝘁𝘂̀ 𝗲̀ 𝗹𝗮 𝗧𝗲𝗺𝗽𝗲𝗿𝗮𝗻𝘇𝗮.

La temperanza è la qualità umana che ti induce a usare o fare le cose con moderazione. Consiste nel moderare gli appetiti e l’uso eccessivo dei sensi, sottoponendoli alla ragione. Ci aiuta a moderare e auto-controllare i nostri comportamenti, impulsi, desideri e sentimenti. È una capacità di utilizzare tutto ciò che abbiamo in modo corretto.

𝗟𝗮 𝘁𝗲𝗿𝘇𝗮 𝘃𝗶𝗿𝘁𝘂̀ 𝗲̀ 𝗹𝗮 𝗙𝗼𝗿𝘇𝗮.

La forza è la capacità di una cosa di trattenere, sopportare o resistere a qualcosa. È forza, vigore, fermezza e resistenza. La forza è la forza che abbiamo dentro per camminare, anche dopo essere caduti. La forza, è rinnovare la nostra fiducia interiore indipendentemente da ciò che abbiamo vissuto, dai fallimenti che abbiamo avuto o dalle delusioni che abbiamo provato. Ci dà coraggio nelle avversità.

𝗟𝗮 𝗾𝘂𝗮𝗿𝘁𝗮 𝘃𝗶𝗿𝘁𝘂̀ 𝗲̀ 𝗹𝗮 𝗚𝗶𝘂𝘀𝘁𝗶𝘇𝗶𝗮.

La giustizia è il principio morale che porta a dare a ciascuno ciò che gli corrisponde o gli appartiene. Questo ci spinge ad agire ea giudicare rispettando la verità e dando a ciascuno ciò che gli è dovuto. La cui pratica stabilisce che si deve dare al prossimo ciò che è dovuto, con equità rispetto ai singoli e al bene comune. Regola i rapporti tra gli uomini.

𝗟𝗮 𝗾𝘂𝗶𝗻𝘁𝗮 𝘃𝗶𝗿𝘁𝘂̀ 𝗲̀ 𝗹𝗮 𝗧𝗼𝗹𝗹𝗲𝗿𝗮𝗻𝘇𝗮.

La tolleranza è il rispetto per le idee, le credenze o le pratiche degli altri quando sono diverse o contrarie alle proprie. Atteggiamento della persona che rispetta le opinioni, le idee o gli atteggiamenti degli altri anche se non coincidono con i propri. La tolleranza non è più una virtù quando è attenta alla dignità. Contribuisce a migliorare il rapporto con chi ci circonda. Dobbiamo essere in grado di ascoltare le opinioni con un atteggiamento di rispetto verso gli altri, comprendere gli errori degli altri, ampliare e aprire i nostri punti di vista e non cercare di forzare le nostre opinioni.

𝗟𝗮 𝘀𝗲𝘀𝘁𝗮 𝘃𝗶𝗿𝘁𝘂̀ 𝗲̀ 𝗹𝗮 𝗚𝗶𝘂𝘀𝘁𝗶𝘇𝗶𝗮.

La rettitudine è la qualità della persona o cosa che è retta e giusta in senso morale. Fare riferimento a integrità e severità. Si applica alla persona che si comporta in modo equo e fermo. La persona retta agirà e si comporterà sempre in ordine e secondo giustizia, e sarà anche incorruttibile.

𝗟𝗮 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗶𝗺𝗮 𝘃𝗶𝗿𝘁𝘂̀ 𝗲̀ 𝗹’𝗜𝗺𝗽𝗮𝗿𝘇𝗶𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮̀.

L’imparzialità è l’assenza di inclinazione a favore o contro una persona o una cosa quando si agisce o si giudica una questione. Mancanza di progettazione anticipata o prevenzione a favore o contro qualcuno o qualcosa, che permetta di giudicare o procedere con rettitudine. Significa essere liberi da pregiudizi, cioè astrarsi da considerazioni soggettive e puntare sull’oggettività di una questione, quando si esprime un giudizio. Si basa su decisioni prese obiettivamente. Non farti influenzare da pregiudizi o interessi che ti portano a cercare di avvantaggiare una delle parti. Si applica alla persona che non si appoggia a favore o contro una persona o una cosa quando agisce o giudica una questione. È colui che prende decisioni e giudizi basati sull’obiettività, senza lasciarsi trasportare dalle varie influenze che possono sorgere (cioè senza favoritismi di alcun tipo… fisiche e morali).

𝗟’𝗼𝘁𝘁𝗮𝘃𝗮 𝘃𝗶𝗿𝘁𝘂̀ 𝗲̀ 𝗹’𝗨𝗺𝗶𝗹𝘁𝗮̀. 

L’umiltà è la virtù che consiste nella conoscenza dei propri limiti e delle proprie debolezze e nell’agire secondo tale conoscenza. Che non ostenta le sue virtù. Non è credere in se stessi più degli altri. L’umiltà è assenza di orgoglio. Caratteristico delle persone modeste, che non si sentono più importanti o migliori degli altri, indipendentemente da quanto lontano siano arrivate nella vita. Non si cura di se stesso, se non degli altri, di chi gli sta intorno. Non si vanta dei suoi successi, è in grado di riconoscere quando fallisce, e alla fine le sue debolezze, e agisce anche senza orgoglio. Non è una persona egocentrica, ma piuttosto minimizza i suoi successi per non concentrarsi su di essi. Molti lo considerano il sostentamento del resto delle virtù, perché ritengono che solo attraverso un atteggiamento che assume difetti e limiti e non ostenta le sue conquiste, è che la persona potrà superare nella vita sotto ogni aspetto. L’umiltà è travolgente e condizione necessaria se si vogliono realizzare cose nella vita, ovviamente positive e sempre in linea con il bene comune. L’umiltà è una delle qualità più apprezzate ma allo stesso tempo anche una delle più difficili da trovare oggi, perché il mondo attuale ci insegna ad agire in modo individualistico o egocentrico, per cui scarseggiano le persone umili e ovviamente nel caso in cui sono, si distinguono sempre tra la folla.

In conclusione, 𝗰’𝗲̀ 𝘂𝗻’𝗲𝗻𝗼𝗿𝗺𝗲 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗰𝗵𝗲 𝗿𝗶𝗰𝗮𝗱𝗲 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗟𝗶𝗯𝗲𝗿𝗼 𝗠𝘂𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲, poiché è chiamato ad essere Luce per i suoi Fratelli e per le sue Sorella nella Loggia come fuori di essa, dentro e fuori una Camera Rituale. 

Quando esce dalla Loggia o da una Camera Alta è un altro individuo che guida per strada, che deve essere distinto con decorazioni che lo elevano dal resto delle persone con cui interagisce e queste decorazioni sono le Virtù, che sono impregnate e che lasciano tracce in ogni conversazione e atti che compiamo. Giammai sono un Grembiule sgargiante, un Collare dorato od un numero elevato da usare in una firma.

Un Massone è quindi un uomo o una donna con virtù e difetti ma deve agire con prudenza, tolleranza, temperanza, forza, rettitudine, imparzialità ed umiltà, ma soprattutto con giustizia, non avallando o condannando comportamenti senza prima verificarne con responsabilità la ragione di questi. 

𝗜𝗹 𝗠𝗮𝘀𝘀𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗲𝘀𝗲𝗿𝗰𝗶𝘁𝗮 𝗹𝗮 𝘀𝘂𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗼𝘁𝘁𝗮 𝗲 𝗮𝗴𝗶𝘀𝗰𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗲 𝘃𝗶𝗿𝘁𝘂̀, 𝗲̀ 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝘂𝗯𝗯𝗶𝗼 𝘂𝗻 𝗩𝗲𝗿𝗼 𝗠𝗮𝘀𝘀𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗱𝗲𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗶𝗻𝗱𝗼𝘀𝘀𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝘀𝘂𝗼 𝗴𝗿𝗲𝗺𝗯𝗶𝘂𝗹𝗲. 

E voi, in base a queste Virtù ed a queste incontrovertibili considerazioni, vi ritenente degni di indossare il Vostro Grembiule di Libero Muratore?

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