“Lettera a un candidato” di Jean-Baptiste Willermoz.

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Nella Biblioteca Comunale di Lione (MS 5918 P.3) è conservata una lettera, di cui si riporta qui la parte più significativa, che ha scritto Jean-Baptiste Willermoz ad un candidato per l’ingresso in una loggia massonica del cosiddetto Regime Rettificato, anche detto Regime Scozzese Rettificato.

Il Regime Scozzese Rettificato è uno dei riti di perfezionamento individuale della massoneria.Principale ispiratore della nascita del rito fu il massone francese Jean-Baptiste Willermoz. Discendente diretto del rito della stretta osservanza templare fondato nel 1756 dal barone Karl Gotthelf von Hund, ne ha assunto molti dei simboli ed i principi cavallereschi e cristiani.Le basi ed i rituali del regime scozzese rettificato vennero rettificati durante il convento di Lione (detto anche convento delle Gallie) nel 1778 e quello di Wilhelmsbad del 1782. Furono infatti adottati due codici: il “Codice massonico delle logge riunite e rettificate” (in francese: Code maconnique des loges réunies et rectifiées de France) ed il “Codice generale dei regolamenti dell’ordine dei cavalieri della città santa”. 

Ecco l’estratto di quella lettera composta da Jean-Baptiste Willermoz.

“Signore,

[…] L’origine e lo scopo essenziale di questa Istituzione sono molto antichi e sono molto poco conosciuti, anche dal maggior numero di coloro che portano il titolo di massone, perché il gran numero si accontenta della corteccia, e pochi forti cercano il nucleo. Alcuni desiderano acquisire questo titolo solo per procurarsi sotto il suo velo alcuni misteriosi divertimenti e amici spesso poi deboli come il gusto che li unisce; altri lo desiderano per esercitare in comune una lodevole ed onorevole beneficenza, che è lo scopo cospicue e generale della Società; altri, infine, che non potevano credere che un’istituzione la cui origine primitiva si perde nella notte dei secoli possa esistere e aver resistito a tutte le scosse senza essere sorretta da un traguardo fondamentale ed essenziale per uomini di ogni ceto, età e nazione, hanno portato più in alto.

Le differenze di alcuni nella società civile hanno degradato agli occhi del pubblico, spesso avventato e affrettato nei suoi giudizi, la nostra più rispettabile Società, perché ha fatto in questo senso come talvolta fa riguardo alla Religione che spesso viene confusa con la condotta riprovevole di alcuni ministri che impiega. Ma questa Società, avendo in sé una forza propria, non è stata e non può essere per questo degradata nella sua essenza, che sarà sempre molto rispettabile.

Jean-Baptiste Willermoz

Da questa diversità di procedure e rituali […] dovettero derivare […] diversi Regimi, alcuni dei quali, avvicinandosi alla meta originaria, dovettero avere regole più austere di quelli che preferirono stare più lontani […].

Questa affermazione basterà, credo, ad indurvi a considerare seriamente quale sia il regime che più si addice alle vostre opinioni e ai vostri gusti, e poi farò un dovere e un piacere indicarvi le porte di quello che avrai preferito.

Colui (il regime) a cui sono affezionato […] ha il nome particolare di Regime Rettificato. Non è il più conveniente, né il meno impegnativo di tutti; ma se pretende dalle sue membra più delle altre, fa anche loro sperare di più […]. Ecco, Signore, per aiutare le sue riflessioni, una definizione generale di Massoneria nel Regime Rettificato, che è l’unica di cui le parlerò ora.

La Massoneria è una scuola in cui l’aspirante viene progressivamente messo alla prova per formarlo in uomo morale utile in tutte le parti della società umana dove la divina provvidenza lo ha posto […]. [In questa scuola] si addestra […] sotto il velo di vari simboli, emblemi e allegorie atti ad esercitare la sua intelligenza secondo le sue capacità. […] Lo studio [di questi simboli, emblemi e allegorie] è addolcito da alcuni divertimenti sociali, onesti e decorosi, che diventano interessanti per il sale del mistero che li accompagna. Lo formiamo così se non lo era già, o lo rafforziamo nell’amore di una pratica costante dei doveri religiosi, morali e sociali, sicché acquista l’abito di questa virtù amabile e mite […] ma che può meritare il nome di virtù solo in quanto è fondata sui fondamenti incrollabili della religione cristiana. Quindi, sebbene la società dei Massoni non sia una società religiosa, perché ogni controversia in materia di religione e di politica è espressamente difesa in tutte le sue assemblee, tuttavia i principi massonici che la dirigono sono intimamente legati ai principi fondamentali della Religione senza i quali nessuna società particolare può essere essenzialmente utile. Così, mentre tutto il corpo può rendersi utile per beneficenza alla parte sofferente dell’umanità, ogni individuo che lo compone può anche trovare in esso per sé un vantaggio reale e inestimabile per tutto il corso della sua vita, e ben oltre.

Ecco, signore, un piccolo abbozzo della Massoneria in generale. Sono felice di presentarvelo come lo conosco, spero che vi piaccia. Non offriamo a nessuno di essere accolto tra noi, e in questo siamo molto diversi dagli altri, ma dobbiamo alcuni consigli e chiarimenti a chi si fa avanti di sua spontanea volontà. Bisogna fargli intravedere che il passo che si propone di fare è molto più importante di quanto molti pensino, in modo che possa riflettere bene prima di chiedere che venga accettato […].

Se dopo questa presentazione insiste, Signore, nel piano che mi ha annunciato, devo farle notare che non c’è bisogno che un uomo sia accettato come massone, ma che è della massima importanza per un uomo sposato l’uomo a non compiere alcun passo essenziale che possa minimamente alterare l’unione nella sua casa. Molte donne hanno pregiudizi contro la Massoneria; ingiusto com’è, un uomo saggio non dovrebbe incontrarlo frontalmente. Tra le donne che amano i loro mariti, ve ne sono alcune che considerano un tempo sottratto alla dolcezza della loro unione quello che il marito intende per un’associazione straniera; talvolta temono che ciò che è un bene apparente o che presenta solo un onesto divertimento diventi causa di dissipazione dannosa in un modo o nell’altro al bene comune della casa. Oso assicurarvi che questi timori sono infondati, ma dobbiamo scusarli tra coloro che sono le prime vittime dei loro pregiudizi, e dobbiamo agire nei loro confronti con tutta la cautela che suggerisce l’amicizia. L’uomo onesto che si è scelto una compagna deve darle la vita più dolce che può, e non seminarla senza l’assoluta necessità di nessuna amarezza; la felicità esiste solo dove è fornita a tutto ciò che ci circonda. Il vero massone deve essere un suddito fedele, un buon marito, un buon padre, un buon amico; insomma, deve essere tutto ciò che gli ispira l’amore per la virtù e per i suoi doveri: queste sono le sue caratteristiche essenziali. Se non li ha, o se non li acquisisce, corre un grande rischio di disonorare la Compagnia disonorando se stesso […]. ma dobbiamo scusarli in coloro che sono le prime vittime dei loro pregiudizi, e dobbiamo agire nei loro confronti con tutta la cautela che suggerisce l’amicizia.  infine deve essere tutto ciò che l’amore per la virtù ei suoi doveri gli ispirano: questi sono i suoi caratteri essenziali. Se non li ha, o se non li acquisisce, corre un grande rischio di disonorare la Compagnia disonorando se stesso […].

Vi prego, Signore, di non dare pubblicità a questa lettera che una particolare stima ha dettato, perché se venisse a conoscenza di qualche massone, non danneggerebbe, contro la mia intenzione, coloro che potrebbero riconoscersi in alcuni ritratti.”.

Jean-Baptiste WILLERMOZ

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