Notre Dame Stampa Antica

Nelle ore e nei giorni successivi al drammatico rogo della Cattedrale di Notre-Dame a Parigi, tra i tanti messaggi che abbiamo letto, si sono susseguiti una serie di riferimenti storici a Fulcanelli ed al suo libro “Il Mistero delle Cattedrali”.

Ma chi era Fulcanelli?
Forse qualche lettore ignora che Fulcanelli era in realtà uno pseudonimo (anzi per meglio dire un nomen mysticum) e che la sua vera identità è ancora oggi un mistero.

Frontispice_du_Mystère_des_cathédrales

Molti lo definiscono “l’ultimo Alchimista”, di certo era addentro ai misteri dell’Alchimia e della Filosofia Ermetica. Che sia stato una singola persona o un gruppo di lavoro, per molti studiosi è poco interessante. Ciò che conta è il lascito di Fulcanelli, lascito culturale di una decodifica per chi vuole leggere in simboli quello che, grazie ad una Tradizione Unica e Perenne, ci è stato tramandato. Con il nome di Fulcanelli, l’autore (o un gruppo di autori) sono stati pubblicati due libri “Il Mistero delle Cattedrali” e “Le Dimore Filosofali”. Le opere furono pubblicate con alcune prefazioni scritte da un discepolo dello stesso Fulcanelli, tale Eugene Canseliet, l’unico che davvero possa averlo mai conosciuto realmente e che detenesse illo tempore i segreti della reale identità; il paradosso – siamo certi che sia un paradosso? – è che notizie certe molto attendibili e biografie ufficiali di Canseliet non se ne rintracciano …

Di certo, sappiamo che la ricerca e gli studi di Fulcanelli lo portarono al raggiungimento della Pietra Filosofale; ottenne quello che viene definito il donum dei, cosa che non riuscì, per sua stessa ammissione, al suo amico e discepolo Canseliet. Fulcanelli dopo aver raggiunto la Pietra Filosofale scomparve per tutti, anche per Canseliet, tranne “riapparire” nel 1952, quando lo stesso Canseliet lo rivide alla soglia, a suo dire, dei 113 anni. Canseliet concesse un’intervista a Robert Amadou, presente nel testo “Le Feu du Soleil. Entretien sur l’Alchimie avec E. Canseliet” pubblicato nel 1978. In questa intervista Canseliet descrisse la reunion con il Fulcanelli del 1952.

Leggendone i passi che vi riporto di seguito troverete tanti spunti e tanti interrogativi. Amadou chiede al Canseliet su che piano il Fulcanelli fosse al momento dell’incontro. “Non è più sul piano sociale; è sulla terra, ma si tratta del Paradiso terrestre… L’Alchimista che riesce, entra nell’eterno presente e, d’un tratto, ha la conoscenza del passato e dell’avvenire. Egli sa tutto…”.

Amadou: Come sapete se adesso egli è vivo o morto?
Canseliet: Non ne so nulla. Ma, per loro, il tempo non conta. Per lui almeno. Quando io dico ‘loro’, penso agli adepti del genere di Saint-Germain, che egli incontra sicuramente. Essi comunicano tra loro, a loro piacere. E’ per questo che i Rosacroce sono ritenuti invisibili. Egli è nell’eterno presente, egli conosce tutto il passato…come Saint Germain che vedeva il passato come vedeva l’avvenire; fabbricata la Pietra, poteva vedere a distanza e nel tempo.”.

Le domande di Amadou allora si fecero più incessanti e precise.

Amadou: Grazie al magistero, Fulcanelli ha potuto prolungare la sua esistenza terrena?
Canseliet: Sicuramente!  Io l’ho rivisto nel 1952. Egli aveva 113 anni.

Amadou: Si tratta di un prolungamento indefinito dell’esistenza terrestre o di un prolungamento limitato nel tempo?
Canseliet: Oh,no! Nel 1952, ed egli mi sembrava un uomo della mia età.

Amadou: Voi pensate che il prolungamento possa essere indefinito?
Canseliet: Oh, io lo penso. Del resto, io sono convinto che vi è tutta una società sulla terra, una categoria di individui che vivono su un piano diverso dal nostro.

Amadou: Sarebbe la misteriosa Fraternità di Heliopolis?
Canseliet: Insomma, vi si rialleccerebbe…

Amadou: Quanto tempo pensate che Fulcanelli possa vivere?
Canseliet: Egli vivrà certamente fin dopo di me, se io non riesco (a compiere l’Opera).

Amadou: Voi ritenete che egli possa vivere eternamente?
Canseliet: Ah questo è certo. Fulcanelli potrà restare sulla terra per tutto il tempo che vorrà.

Amadou: Come il Conte di Saint-Germain?
Canseliet: Sì, egli è nella medesima situazione.

Amadou: perché ha ottenuto la Pietra?
Canseliet: Sì.

Molti ricercatori individuano nello stesso Canseliet la vera identità di Fulcanelli. Ma non è l’unica pista. Forse Fulcanelli era in realtà René Adolphe Schwaller de Lubicz, o Camille Flammarion. O forse, come in tanti pensano, Fulcanelli era in realtà Jean-Julien Champagne, pittore ed illustratore della prima edizione de “Il Mistero delle Cattedrali”.

Su Champagne si concentrarono tante ricerche, alcune delle quali condotte da Robert Ambelain, autore, esoterista, un Maestro Passato tra i più noti del secolo scorso nell’ambito del Rito Antico e Primitivo di Memphis-Misraïm, così come nell’ambito del Martinismo.

Robert Ambelain

Robert Ambelain è nato nel 1907 e morì nel 1997 all’età di 90 anni. Era un saggista, autore di una quarantina libri su esoterismo, massoneria, astrologia, cabala, martinismo e storia. Apparteneva al movimento Martinista e, verso la fine dei suoi giorni, cercò di rianimare il Primitivo Rito Scozzese. La sua vita massonica iniziò il 26 marzo 1939 quando fu iniziato dal MV Novelaeers, nella R.L. “La Gerusalemme delle Valli Egiziane”, di Rito di Memphis-Misraïm avendo per padrino il grande maestro Constant Chevillon. In occasione del Convento del 1965 del Rito Antico e Primitivo di Memphis-Misraïm ad Ambelain vennero affidate le funzioni di Sovrano Gran Maestro per l’Europa del RAPMM.

Un esoterista di siffatta natura e spessore non poteva non interessarsi alla figura di Fulcanelli e ricercarne la vera identità; anzi, si può dire che tra tutti gli studiosi di Fulcanelli e che vedono in questa figura quella reale del pittore Jean-Julien Champagne Ambelain è stato il capostipite e forse colui che ha portato più prove a conforto di questa sua tesi. Per tutto il periodo degli anni ’30 Ambelain mise in piedi una mole incredibile di ricerche e la conclusione a cui giunse è stata la stessa a cui giunse tanti anni dopo, nel 1992, Geneviève Dubois.

L’identificazione del Fulcanelli come Champagne da parte di Robert Ambelain era in gran parte basata su alcune interviste che lo stesso Ambelain fece a Jules Boucher. Boucher insieme a Gaston Sauvage divenne un discepolo di Champagne nel 1922 e fu lo stesso Boucher a fornire ad Ambelain informazioni importanti; per esempio secondo Boucher fu lo stesso Champagne a confidare ai suoi discepoli di essere lui Fulcanelli. Boucher dedicò il suo libro “Manuale di Magia Pratica” (1941) al suo “Maestro Fulcanelli”. La difficoltà per Ambelain non fu tanto quella di capire e verificare se Champagne avesse affermato di essere Fulcanelli (lo fece certamente), ma piuttosto se questa fosse o meno la verità.

Il fatto che Champagne si sia presentato come Fulcanelli non prova nulla in sé per cui, Robert Ambelain andò oltre alla testimonianza di Boucher, intervistando Jean Schemit, l’editore di “Il Mistero delle Cattedrali”. In questa intervista Schemit disse ad Ambelain che uno sconosciuto gli aveva fatto visita nel 1926; Schemit parla di una discussione animata con questo sconosciuto, discussione incentrata esclusivamente sul rapporto tra Architettura Gotica e Filosofia Ermetica. Alcune settimane dopo lo stesso sconosciuto ritornò da Schemit accompagnato dal Canseliet e si presentò come Champagne. Schemit confidò ad Ambelain di aver notato che “Canseliet trattava Champagne con grande dignità rivolgendosi a lui (Champagne) sempre con l’epiteto “Maître” (Maestro)”. Anche grazie a queste osservazioni, Schemit dichiarò in questa intervista ad Ambelain: “sono fermamente convinto che Fulcanelli e Champagne siano in realtà la stessa persona”.

Come già scritto prima, Champagne è stato l’illustratore della prima edizione (quella francese) di “Le Mystère des Cathédrales”; in una illustrazione (eliminata non si sa per quale motivo dalla versione inglese) c’è un cavaliere nascosto dietro un elmo e uno scudo araldico circondato dalla frase: UBER CAMPA AGNA. Foneticamente, questa frase può essere letta come: “Hubert Champagne” Secondo Jules Bouche, il nome di battesimo di Jean-Julien Champagne era appunto “Hubert”, un nome che ha avuto da suo padre.

Jean-Julien Champagne

Robert Ambelain notò questo indizio già nel 1930 e ciò lo spinse definitivamente ad identificare Fulcanelli nel pittore Jean-Julien Champagne.

Wusermatra

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