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Il termine Incenso è il participio passato del verbo INCENDERE, il cui significato è “dare fuoco, incendiare” Il termine “Incenso” può indicare, a seconda del contesto, o una sostanza che bruciata produce un profumo (una resina, una radice, un legno o altro) oppure la resina ricavata dalle piante della famiglia delle Boswellie.

Le due resine più note sono l’incenso propriamente detto (Boswellia sacra) e l’arbusto della mirra (Commiphora burseraceae). Assieme alle offerte di cibi e bevande, gli incensi descritti adoperati in numerose Civiltà per purificare e onorare gli Dei. Essi erano quindi un mezzo per “Santificare” un luogo di Culto.

Secondo la Mitologia Egizia, era stata la fenice, uccello mitico, a portare con i suoi artigli l’incenso nella terra di Punt. In base alla leggenda, dunque, la resina di incenso è un dono speciale degli dei. Il suo aroma delicato era per gli egizi il più sacro e pregiato, addirittura il profumo divino per eccellenza. Nella loro lingua l’incenso era detto “ciò che rende divini”. Veniva impiegato a scopo sacrale e consentiva di accedere alle sfere celesti (superiori), accompagnava le preghiere, i sacrifici, le cerimonie funebri, gli eventi pubblici, l’incoronazione del faraone e i riti quotidiani celebrati dai sacerdoti nei templi.

L’incenso puro ha note balsamiche e fresche. Le resine profumate, bruciate durante i cortei funebri, simboleggiavano il soffio della vita immortale. Un’altra delle spezie aromatiche largamente utilizzata nei riti religiosi era l’incenso; particolarmente apprezzato era l’incenso rosso, o mirra. Tra l’altro, anche la statua del faraone defunto riceveva questo genere di cure: oltre alla purificazione, gli venivano applicati oli e unguenti profumati e, in più, fumigazioni di incenso. Nei Rituali Sciamanici e Neopagani (wicca, druidismo) si usa per purificare e rappresenta l’elemento aria. Il fumo rappresenta il piano astrale che sta tra il materiale e lo spirituale. Uno dei riti sciamanici più diffusi è quello dello “smudging” ovvero del bruciare dei bastoncini di erbe aromatiche per scacciare gli spiriti negativi dalla propria abitazione ma anche dalla propria anima. Ogni pianta protegge uno spirito sacro secondo le antiche tradizioni degli Indiani d’America, ed è proprio grazie a questa natura sacra delle stesse che è possibile trarne benefici curativi a livello fisico, mentale, emotivo e spirituale, purificare gli ambienti, utilizzarle come guide e come protezioni.

Quando ci sentiamo bloccati, negativi, pigri o anche decisamente depressi è il momento di accendere le piante e assaporarne il fumo curativo, questo è un metodo antico, che vanta millenni di storia, quando ancora era sacro il legame tra la terra e lo spirito, gli sciamani usavano la fumigazione di piante aromatiche miste a resine per viaggiare tra le dimensioni e scacciare esseri maligni e malattie e di equilibrare e curare la persona, si immergevano in uno stato di trans e pregavano e invocavano gli spiriti della Madre Terra e del Padre Sole. Un percorso per la purificazione di alcune tribù di Nativi Americani es Cherokee è questo. “Partiamo in Oriente dove sorge il sole, e ci porta la possibilità di ricominciare con ogni nuovo giorno. (Aria). Andiamo al Sud e onoriamo la nostra creatività, i nostri figli, il bambino dentro di noi, la nostra giocosità, la gioia e la speranza. (Terra). Andiamo ad ovest, dove il sole va giù, e l’oscurità di introspezione inizia quando il giorno è fatto. (Acqua). Andiamo al Nord, dove il nostro riposo ci attende. La conoscenza, la resistenza, la compassione, il silenzio. (Fuoco). Usiamo una piuma per spargere il fumo sacro in ogni direzione, un tamburo, cantiamo, danziamo, preghiamo fino a quando non torniamo di nuovo verso est “.

L’Incenso per i Cristiani simboleggia la preghiera. L’incenso viene bruciato nelle cerimonie religiose cristiane, nelle chiese, e fu uno dei doni dei Re Magi a Gesù di Nazareth. Fin dall’antichità esso richiama il sacro. Nel caso di funerali, le forze spirituali sprigionate accompagnavano l’anima del defunto nel mondo dei morti. La fumigazione, ossia l’impiego dei fumi, della resina è legata anche al culto degli israeliti, evoca l’introspezione, il misticismo, la preghiera, la meditazione e l’incontro col divino. Il senso della purificazione è quello di pulire i nostri strumenti psichici, quelli consci e quelli inconsci. E’ così che cancelliamo simbolicamente i pensieri che possono disturbarci ed ogni influenza molesta che può distrarci dal rituale. Lo stato di salute dell’uomo è quello dove le negatività, visibili e invisibili, vengono allontanate e dove la componente spirituale ritrova il posto di guida nel nostro esistere.

In Massoneria Egizia, nei rituali, si usano gli incensi. I profumi dei lavori dei liberomuratori sono esclusivamente resine da bruciare su carboncini di legna in recipienti di terracotta ( quest’ultima ricorda l’uomo di argilla “cotto” nel forno detto “athanor” analogicamente legato al tempio). Le resine devono essere considerate come agevolanti il conseguimento di particolari stati di coscienza . Prima dell’inizio dei lavori, il Maestro Venerabile indica al Maestro delle Cerimonie la miscela delle resine a prevalente base di incenso puro (tipo olibanum legato all’elemento fuoco e al sole), da utilizzare nei vari gradi e per specifiche cerimonie. Per ciascuno dei 3 gradi sono state individuate e proposte diverse miscele di profumi. Incensi, Candele e Musica sono il riflesso di tre sensi fondamentali durante i Lavori di Loggia. Essi sono collegati rispettivamente a: ODORATO, VISTA, UDITO.

Gli incensi sono collegati al Pianeta Mercurio e quindi al segno zodiacale dei Gemelli. Essi rappresentano l’unione tra Microcosmo e Macrocosmo. Essi hanno la capacità di elevare lo spirito umano su piani energetici ad elevata frequenza. Rallentano la nostra percezione sensoriale e allargano la vacuità della nostra mente. Altrettanto importanti sono la musica che porta in risonanza il Microcosmo, il proprio cuore, col cuore del Macrocosmo, e le candele, simbolo dell’elemento fuoco e della luce che da eterna diviene interiore. Nel nostro Rituale Massonico Egizio, il Fratello Esperto versa tre volte l’incenso sacro, torna al suo posto e si siede. Il Maestro Venerabile recita:

”Che questo profumo dal soave odore calmi le nostre Anime, attenui le nostre passioni e ci renda fraterni gli uni gli altri innalzando i nostri spiriti ed i nostri cuori”.

Sabrina Sanna

Bibliografia:

  • Web
  • Aleister Crowley (MAGICK)
  • Sirio, mensile di esoterismo
  • L’esoterismo degli Incensi e della Musica all’interno Del tempio Massonico
  • Rituale della Massoneria Egizia

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