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Comunicato del Santuario Egizio d’Italia del Rito Antico e Primitivo di Memphis-Misraïm Arcana Arcanorum Scala di Napoli (1777).

La Massoneria non è una religione, ma una Istituzione Iniziatica che pratica l’Esoterismo nel solco della Vera Unica Tradizione. Per comprendere il vero significato di ciò che oggi stiamo ricordando ed onorando bisogna guardare, necessariamente, al simbolismo del Sole. Noi, oggi, fedeli a quella secolare se non millenaria tradizione, ricordiamo un ciclo naturale, astronomico, quello del nostro sistema solare. Noi oggi, con il Solstizio d’estate alle 23.43 festeggiamo e celebriamo l’eterno ciclo della Morte e della Rinascita, della Trasmutazione, la Rigenerazione.

Nella piana di Giza, in Egitto, il Solstizio d’estate è un momento magico di grande valenza simbolica. Infatti il “paesaggio sacro” formato dall’orizzonte occidentale e le grandi piramidi di Cheope e Chefren (costruite nella metà del III millennio a.C.) si anima: il Sole tramonta al centro delle due piramidi, facendo così materializzare un particolare simbolo geroglifico: Akhet.
In egiziano antico Akhet viene tradotto con “orizzonte” o “montagna della luce”, ma spesso lo si trova unito ad altri nomi, come “Akhet Khufu”, ovvero proprio il nome con il quale si indica la Grande Piramide.

20 giugno 2020, ore 23.43 - Solstizio d'Estate

Parlando della nostra amata Terra d’Egitto, un altro dei monumenti che è legato al Solstizio d’estate, risultante essere più antico di Stonehenge di almeno mille anni, è il grande complesso megalitico di Nabta Playa. Il piccolo anello di pietre, solo 3,5 metri di diametro, è formato da quattro serie di lastre che potevano essere utilizzate per traguardare l’orizzonte, due gruppi sono allineati in direzione nord-sud mentre una seconda coppia di lastre fornisce una linea di vista verso l’orizzonte il giorno del Solstizio d’estate. Nabta è vicina al tropico del Cancro ed il sole a mezzogiorno è allo zenith due giorni, circa tre settimane prima e tre settimane dopo il Solstizio; in questi giorni gli oggetti non proiettano ombra e forse presso queste popolazioni questo aveva un significato religioso importante.

Il Solstizio d’Estate corrisponde al culmine della traiettoria ascendente dell’Astro e ciò prelude, inevitabilmente, all’inizio della sua discesa fino ad arrivare all’altro culmine invernale, dal quale può risorgere, iniziando un nuovo ciclo. Come ha osservato René Guénon, ciò che ha raggiunto il massimo può solo decrescere, per questo il Solstizio d’Estate segna l’inizio della metà discendente dell’anno mentre il Solstizio d’Inverno, al contrario, quello della metà ascendente. I due Solstizi, quindi, sono complementari e rappresentano i due punti estremi dell’anno solare e se teniamo presente che nel mondo greco i due Solstizi venivano chiamati “Porte”, il simbolismo solstiziale diventa molto più chiaro. Capirete bene che qui non siamo in presenza di una religione cosmica inventata dai positivisti occidentali, ma al cospetto di una visione metafisica al di la e al di sopra di Tutto. Il Solstizio Invernale, rappresenta allora la “Porta degli Dei” e quello d’Estate la “porta degli Uomini”. Questi sono i varchi che collegano i due mondi, i simboli del passaggio tra il mondo terreno e quello spirituale, caratterizzato, questo, dall’eternità e dalla aspazialità. Ecco il perché di alcuni antichi Riti durante i festeggiamenti di S. Giovanni, come i falò o le ruote infuocate, i quali, richiamando il simbolismo solare, avevano la funzione di allontanare il male. Ma, al di la di questo, la Nostra Tradizione Massonica è Egizia, doveroso pertanto riflettere sul culto del disco di ATON.

20 giugno 2020, ore 23.43 - Solstizio d'Estate

Aton, il sole splendente, i cui raggi, terminanti in tante piccole mani si protendevano a infondere il soffio della vita. L’Aton, che simbolizzava il bene come cerchio celeste, l’idea della totalità e dell’infinito anche per gli altri popoli. Aton la cui presenza in cielo era garanzia di vita per tutti. NOI oggi, nonostante le difficoltà logistiche che ci impediscono di farlo, CELEBRIAMO QUESTO ASTRO fedeli ai suoi movimenti, dedicandoci in catena spirituale con i nostri fratelli e sorelle, interamente alla fase di trasmutazione. Si perché come il sole, anno dopo anno muore e rinasce, cosi le cose, la natura, gli uomini non muoiono, ma cambiano, si trasformano e rinascono, poiché tutto è in continuo divenire, è in continuo movimento e la morte non è che un passaggio. La Morte non è mai uno stato definitivo. In merito a ciò, lasciateci ora che ricordarvi una scienza che consente all’uomo non solo di porre rimedio ai propri difetti, alle proprie passioni, alle proprie tendenze inferiori, ma anche di trarne profitto. Si tratta della scienza dell”Innesto”.

20 giugno 2020, ore 23.43 - Solstizio d'Estate

Gli agricoltori hanno scoperto una tecnica per migliorare la qualità dei frutti. Se su un pero selvatico molto vigoroso, ma che produce frutti aspri si innesta un ramo di un pero di qualità eccellente, questo, approfittando del vigore dell’albero selvatico, farà in modo che tutto l’albero produca delle pere squisite. Tuttavia, per ottenere ciò, bisogna “conoscere” le leggi della natura, poiché non si può innestare una specie qualsiasi su un albero qualsiasi. In queste tecniche agricole gli uomini sono divenuti molto esperti, ma quando si tratta del campo spirituale non sono ne tanto abili ne tanto capaci.

Da sempre vediamo grandi poeti, artisti, scrittori, filosofi, rovinati dalle proprie debolezze, ma se invece, avessero conosciuto le leggi dell’innesto probabilmente avrebbero potuto innestare su di loro delle qualità o delle virtù, evitando una morte prematura. Avrebbero, invece, potuto attingere da una qualche fonte per perfezionarsi. Cosa intendiamo? Noi siamo come alberi, le nostre radici non vanno tagliate, poiché esse sono molto vigorose e cosi il tronco, poiché è su di essi che avviene l’innesto, sono essi che possiedono tutte le energie. Quelle energie possiamo collegarle per libera scelta ad una entità, uno spirito, una divinità o un angelo o magari ad un maestro che riconosciamo per saggezza o stima personale. Esiste un Essere però, che in intelligenza, amore, potenza e generosità, supera tutte le creature che incontriamo sulla terra e che ha un grande deposito per la distribuzione di innesti: Il Sole

20 giugno 2020, ore 23.43 - Solstizio d'Estate

E’ a lui che oggi allora noi ci rivolgiamo, in lui vi è tutto, illumina, riscalda, vivifica. Grazie a lui tutto nasce. cresce, matura, si TRASFORMA. I raggi del sole certamente non sono in grado di sostituire in noi ciò che è logoro, impuro, o tenebroso ma, sta a noi imparare a riceverli. Se ci apriremo con tutto il cuore, i raggi del sole cominceranno a lavorare, sostituendo il vecchio che è in noi: saremo allora rigenerati, rinnovati. Il nostro albero comincerà a dare i suoi frutti succulenti che prima erano aspri poiché, il calore TRASFORMA. Dunque tocca a noi ascoltare, comprendere e decidere, passare all’azione per raccogliere i risultati, poiché non è sufficiente conoscere, bisogna anche AMARE queste Grandi Verità per avere lo slancio necessario per realizzarle e una volontà ferrea per perseverare nel nostro lavoro.

Ecco a voi dunque l’Inno al Sole di Akhenaton, oggi come allora possente testimonianza del profondo messaggio UNIVERSALE di amore ed UNITÀ che esula da qualsiasi religione, popolo o contestualità. Cosa che risulta ancor più straordinaria se messo a confronto con il Salmo 104, inno da Bibbia Ebraica, con cui risulta avere uno straordinario parallelismo di pensiero e di struttura. Mito,  tradizione, simbolo e, permettetemi di dire storia, ancora una volta, dimostrano la loro vitalità e la loro capacità di saper parlare anche all’Uomo di oggi. Che tutto questo possa portare amore a tutti Voi..

Inno al Sole di Akhenaton

 INNO AL SOLE DI AKHENATON 

Magnifico risplendi tu 
Sull’orizzonte del cielo, Tu sole vivente 
Che determini la vita! 
Tu sorgi dall’orizzonte d’oriente 
E colmi ogni terra della tua bellezza. 
Magnifico, grande e raggiante, 
alto sopra tutti i paesi della terra. 

I tuoi raggi abbracciano le nazioni 
Fino al termine di tutto quello che hai creato. 
Tu sei Ra quando raggiungi i loro confini 
E li inclini per il tuo figlio amato. 
Sei lontano, ma i tuoi raggi sono sulla terra; 
sei nel suo volto, ma la tua via è inesplorabile. 

Quando riposi oltre l’orizzonte occidentale, 
il mondo è immerso nelle tenebre, 
a somiglianza della morte. 
I dormienti sono nelle stanze 
Con il capo velato e nessun occhio scorge l’altro. 

Tutti gli averi che tengono sotto la testa vengono loro rubati – 
Non se ne accorgono. 
Ogni animale da preda è uscito dal proprio covile 
E tutti i serpenti mordono. 
L’oscurità è una tomba, 
la terra giace attonita, 
poiché il suo creatore è tramontato all’orizzonte. 

Al mattino però eccoti di nuovo al di sopra dell’oriente 
E brilli come sole nel dì; 
scacci le tenebre e scocchi i tuoi raggi. 
Le Due Terre sono ogni giorno in festa, 
gli uomini sono desti 
e si levano in piedi, poiché tu li hai fatti alzare. 
Il loro corpo è pulito e hanno indossato abiti, 
le loro braccia si levano in preghiera al tuo sorgere 
la terra intiera compie la sua opera. 

Tutto il bestiame si pasce del proprio foraggio, 
alberi ed erbe verdeggiano. 
Gli uccelli hanno lasciato i nidi, 
i loro voli lodano il tuo Ka. 
Tutti gli animali selvatici stanno all’erta, 
tutto ciò che si agita e ondeggia nell’aria vive, 
poiché sei sorto per loro. 
Le grandi barche risalgono la corrente 
E poi la ridiscendono, 
ogni viaggio è aperto dal tuo sorgere. 
I pesci nell’acqua saltano dinnanzi al tuo apparire, 
i tuoi raggi penetrano nel fondo del mare. 

Tu che fai germinare il seme nelle donne, 
Tu che procuri “il liquido” agli uomini 
Tu che mantieni in vita il figlio nel corpo di sua madre 
E lo acquieti così che le sue lacrime si asciughino – 
Tu, balia nel corpo della madre! – 
Tu che doni il respiro 
Perché tutte le creature possano vivere. 
Quando il bimbo esce dal corpo delle madre 
E respira nel giorno della nascita, 
gli apri la bocca completamente 
e ti preoccupi di quel che a lui serve. 

Al pulcino nell’uovo, 
Che già si fa sentire nel guscio – Tu concedi l’aria e lo fai vivere. 
Hai stabilito per lui il momento 
Quando è tempo di rompere il guscio; 
ed esce allora dall’uovo 
per rispondere al termine fissato, 
cammina già sui suoi piedi, quando esce dall’uovo. 

Quanto sono numerose le tue opere 
Che si nascondono allo sguardo, 
tu unico dio, del quale non esistono eguali! 
Hai creato la terra secondo il tuo desiderio, da solo, 
con uomini bestiame e ogni animale, 
con tutto quello che sta sulla terra, 
con tutto quello che si muove sui piedi 
con tutto quello che sta in alto e si muove con le ali. 

I paesi stranieri di Siria e Nubia, 
e con essi la terra d’Egitto – 
hai collocato al posto dove si trovano e ti preoccupi dei loro bisogni, 
tutti hanno nutrimento e il termine della loro esistenza è stabilito. 
Le lingue sono diverse nei discorsi 
E così pure i lineamenti; 
il colore della pelle è differente, poiché tu distingui i popoli. 

Nel mondo sotterraneo crei il Nilo 
E lo porti poi in superficie a tuo piacimento, 
per mantenere in vita gli uomini che tu hai creato. 
Sei il signore di tutti che per tutti si affatica, 
tu padrone di ogni terra che per te si schiude, 
tu sole del giorno, potente nell’alto! 
Tu mantieni in vita anche le terre più lontane, 
hai posto un Nilo anche nel cielo 
perché possa giungere a loro 
e infrangere onde sui monti, come il mare 
e rendere umidi i loro campi con ciò di cui hanno bisogno. 
Quando sorgi essi si risvegliano e rivivono per te. 
Crei le stagioni perché le tue creature si possano sviluppare – 
L’inverno, per dar loro frescura, 
il caldo dell’estate perché godano della tua presenza. 
Hai posto lontano il cielo per salire fino a lui 
E osservare tutto quello che hai creato. 

Sei unico quando sorgi, 
in tutte le tue forme di apparizione come Aton vivente, 
che brilla e risplende, 
lontano e vicino; 
tu crei milioni di esseri da te solo – Città, villaggi, e campi coltivati, 
ruscelli e fiumi. 
Tutti gli occhi si vedono di fronte a te, 
quando ti levi sulla terra come sole del giorno. 

Quando tramonti, il tuo occhio non è più qui, 
quello che tu hai creato per loro, 
così non vedi te stesso come unico, ciò che hai creato – anche allora resti nel mio cuore 
e non c’è nessuno che ti conosce 
al di fuori di tuo figlio Neferkheprure Uanre 
al quale hai fatto conoscere il tuo essere e la tua forza. 

Il mondo sorge al tuo cenno, come tu lo hai creato. 
Quando ascendi nel cielo essi vivono, 
quando tramonti, essi muoiono; 
sei il tempo stesso della vita, tutti vivono per te. 
Gli occhi posano sulla bellezza fino a quando non scompari, 
ogni opera viene tralasciata quando declini ad occidente. 
Colui che si leva rafforza ogni braccio per il re 
E ogni piede si affretta. 

Da quando hai creato il mondo, lo fai sorgere 
Per tuo figlio che è nato dal tuo corpo, 
il re del duplice Egitto, Neferkheprure Uanre, 
Figlio di Ra, che trae vita da Maat, 
il signore del diadema, Akhenaton, grande nella sua esistenza, 
e la grande sua sposa e regina, che egli ama, 
la signora di entrambi i paesi, Nefertiti, 
che è piena di vita e giovane 
per tutta l’eternità. 

SALMO 104 

Benedici il Signore, anima mia, 
Signore, mio Dio, quanto sei grande! 
Rivestito di maestà e di splendore, 
avvolto di luce come di un manto. 
Tu stendi il cielo come una tenda, 
costruisci sulle acque la tua dimora, 
fai delle nubi il tuo carro, 
cammini sulle ali del vento; 
fai dei venti i tuoi messaggeri, 
delle fiamme guizzanti i tuoi ministri. 
Hai fondato la terra sulle sue basi, 
mai potrà vacillare. 
L’oceano l’avvolgeva come un manto, 
le acque coprivano le montagne. 
Alla tua minaccia sono fuggite, 
al fragore del tuo tuono hanno tremato. 
Emergono i monti, scendono le valli 
al luogo che hai loro assegnato. 
Hai posto un limite alle acque: non lo passeranno, 
non torneranno a coprire la terra. 
Fai scaturire le sorgenti nelle valli 
e scorrono tra i monti; 
ne bevano tutte le bestie selvatiche 
e gli ònagri estinguono la loro sete. 
Al di sopra dimorano gli uccelli del cielo, 
cantano tra le fronde. 
Dalle tue alte dimore irrighi i monti, 
con il frutto delle tue opere sazi la terra. 
Fai crescere il fieno per gli armenti 
e l’erba al servizio dell’uomo, 
perché tragga alimento dalla terra: 
il vino che allieta il cuore dell’uomo; 
l’olio che fa brillare il suo volto 
e il pane che sostiene il suo vigore. 
Si saziano gli alberi del Signore, 
i cedri del Libano da lui piantati. 
Là gli uccelli fanno il loro nido 
e la cicogna sui cipressi ha la sua casa. 
Per i camosci sono le alte montagne, 
le rocce sono rifugio per gli iràci. 
Per segnare le stagioni hai fatto la luna 
e il sole che conosce il suo tramonto. 
Stendi le tenebre e viene la notte 
e vagano tutte le bestie della foresta; 
ruggiscono i leoncelli in cerca di preda 
e chiedono a Dio il loro cibo. 
Sorge il sole, si ritirano 
e si accovacciano nelle tane. 
Allora l’uomo esce al suo lavoro, 
per la sua fatica fino a sera. 
Quanto sono grandi, Signore, 
le tue opere! 
Tutto hai fatto con saggezza, 
la terra è piena delle tue creature. 
Ecco il mare spazioso e vasto: 
lì guizzano senza numero 
animali piccoli e grandi. 
Lo solcano le navi, 
il Leviatàn che hai plasmato 
perché in esso si diverta. 
Tutti da te aspettano 
che tu dia loro il cibo in tempo opportuno. 
Tu lo provvedi, essi lo raccolgono, 
tu apri la mano, si saziano di beni. 
Se nascondi il tuo volto, vengono meno, 
togli loro il respiro, muoiono 
e ritornano nella loro polvere. 
Mandi il tuo spirito, sono creati, 
e rinnovi la faccia della terra. 
La gloria del Signore sia per sempre; 
gioisca il Signore delle sue opere. 
Egli guarda la terra e la fa sussultare, 
tocca i monti ed essi fumano. 
Voglio cantare al Signore finché ho vita, 
cantare al mio Dio finché esisto. 
A lui sia gradito il mio canto; 
la mia gioia è nel Signore. 
Scompaiano i peccatori dalla terra 
e più non esistano gli empi. 
Benedici il Signore, anima mia.

Avremmo voluto evidenziarvi le parti comuni, ma mentre li riscriviamo, ci rendiamo conto che dovremmo evidenziarli interamente. Ecco quindi che Mito, Tradizione, Simbolo e, permetteteci di dire Storia, ancora una volta, dimostrano la loro vitalità e la loro capacità di saper parlare anche all’Uomo di oggi.

Che tutto questo possa portare amore a tutti.

Buon Solstizio d’Estate 2020 da tutte le Sorelle e tutti i Fratelli del Santuario Egizio d’Italia del Rito Antico e Primitivo di Memphis-Misraïm Arcana Arcanorum Scala di Napoli (1777).

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