Una Favola Massonica: il Maestro Venerabile e la Sua Loggia.

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Abbiamo trovato questo poema che illustra il rapporto tra il Maestro Venerabile e la sua Loggia. Tradotto, per i nostri lettori.

IL VENERABILE E LA LOGGIA

Tempio Massonico

C’era una volta un Venerabile
Che tutto di lui sembrava amabile.

Ha presieduto dall’alto della sua sedia
Una loggia che gli era cara.

Era stato nominato dai suoi fratelli
Per questo carico che ne ha più di uno faceva paura.

Dall’altezza della sua vita che gli fece trascinare la spada per terra,
Il nostro Venerabile cercava di fare tutto per fare onore ai suoi pari.

Cosa difficile quando hai un universo spirituale diverso
Ma non impossibile quando hai fegato.

Non mancava il nostro Venerabile da lontano
A volte anche un po’ troppo focoso per seguire le sue orme.

Il Venerabile aveva un’aspirazione troppo alta
per la sua Loggia che non richiedeva tanta elevazione.

Ha finito per voler fare troppo bene,
cosa che dispiaceva a colui il cui obiettivo era l’opposto.

La Loggia era abituata a meno spiritualità e vivacità;
si crogiolava in un ritmo al quale era stata iniziata.

Eppure ha rischiato nel tempo,
troppa routine per finire nel nulla.

Un Venerabile è lì per guidare e servire la sua Loggia
ascoltarlo e non imporgli nulla è il nostro dovere.

La Loggia è lì per sostenere il suo Maestro nella carne
Eletto da lei e di cui non possiamo che essere orgogliosi.

Se a volte subentra il dissenso,
non deve diventare forza e legge.

No, veniamo in Loggia per iniziare il dibattito,
e mai per iniziare una rissa.

Dall’incomprensione può nascere l’unione…
Se ognuno lascia da parte le proprie passioni e opinioni.

Crediamo che niente potrà mai separarci
Finché c’è amore tra di noi.

Nonostante accordi e disaccordi
Tutti su una cosa siamo d’accordo…

Nessuno può vivere senza l’altro
E questa è la lezione da fare nostra.

Tradotto dal Comitato di Redazione – Fonte Gadlu.info

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