Coincidenze o Sincronicità?

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Provate a persone a caso in strada se conoscono le coincidenze, Vi risponderanno di sì. D’altra parte, se chiedete a quelle stesse persone della sincronicità, neanche l’1% di loro saprà di cosa si tratta.

Cominciamo dalla base. Secondo i dizionari, una coincidenza corrisponde ad eventi che si verificano insieme per caso, vale a dire come risultato di una combinazione di circostanze; ma alcune di queste coincidenze, che Jung chiamava sincronicità, sono più complesse e cariche di significato, lasciando un’impressione profonda e inquietante sul testimone della stessa.

La sincronicità sarebbe una vera creazione di una connessione tra Spirito e materia, tra la psiche interiore dell’osservatore ed il mondo esterno oggettivo.

Qualche cenno “storico”.

Le coincidenze interessavano già gli uomini nell’antichità in epoca greco-romana. Erano visti come presagi e si credeva che potesse esserci una connessione nascosta tra i segni osservati e gli eventi futuri. Gli oracoli e le profezie erano spesso praticati all’epoca per conoscere il futuro. Le immagini trascendentali di Platone, la “simpatia di tutte le cose” di Pitagora, così come le visioni unitarie di Plotino ed Eraclito sono vicine al concetto delle coincidenze di Jung.

D’altra parte, la concezione del caso tra l’antico popolo Cinese dimostra che essi conoscevano la sincronicità che per loro significava: eco di influenza – cose che hanno echi tra di loro.

L’idea della sincronicità esisteva anche tra gli indiani d’America o nei calendari aztechi; come non ci tare il caso dei Naskapi, quelle persone definite “i sognatori del Labrador”.

L’Astrologia è un bell’esempio di sincronicità, in primo luogo la posizione dei pianeti alla nascita di una persona ed, in secondo luogo, la natura e il destino di essa, sebbene la maggior parte degli scienziati sia molto riservata su questo argomento. Keplero, astronomo-astrologo, ebbe una grande influenza su Jung e sul fisico Pauli che sviluppò il concetto ed il principio di sincronicità.

La dottrina cosiddetta Arcana e la  teoria della firma del medico-alchimista Paracelso sono simili ad una concezione di sincronicità, secondo Jung. Tuttavia, i due grandi precursori dello psicologo svizzero furono Leibniz, con la sua teoria delle monadi, e Schopenhauer che riteneva che il segreto del mondo sia nell’Unità fondamentale degli esseri.

Citiamo ancora Bachelard con la sua “intuizione del momento”, i surrealisti e, soprattutto, Kammerer con la sua “teoria della serialità”. Dopo la scoperta dell’inconscio individuale di Freud, Jung, che era il suo discepolo preferito prima della loro rottura, fondò la psicologia analitica basato in particolare sull’idea dell’inconscio collettivo e sugli archetipi che possono spiegare, come vedremo, la creazione di sincronicità.

Il concetto di sincronicità, una sorta di possibilità significante e creativa, avrebbe grandi conseguenze sulla nostra visione dell’Uomo e dell’Universo.

Esseri, cose ed eventi si ritroverebbero legati non causalmente e sottostanti l’uno all’altro dal significato e dalla somiglianza (invece che da causa ed effetto), e con la totalità dell’Universo. La maggior parte, se non la totalità, del PSI e dei fenomeni mistici, che sarebbero di fatto sincronicità, potrebbero essere spiegati. 

Nessuna trasmissione di informazioni o energia fisica, ma efflorescenze, ovvero correlazioni, identità o unità istantanee e fugaci tra esseri e/o cose. Forse un nuovo approccio all’enigma del “perché viviamo e perché muoriamo” diventerebbero possibili. E come non accennare alla non separabilità delle particelle nella fisica quantistica che corrisponderebbe ad una forma di sincronicità.

Coincidenze fondamentali nell’Universo.
Sorprendenti coincidenze di tipo antropogenico confermerebbero che l’Universo sembra essere stato progettato in modo da consentire la presenza della vita e della Coscienza. Citiamo ad esempio:

  • le coincidenze delle costanti e delle condizioni iniziali dell’universo (massa e carica delle particelle, forze fondamentali, dimensione degli atomi, velocità della luce, formazione del carbonio e dell’ossigeno, ecc.)
  • le coincidenze tra numeri atomici e astronomici
  • le coincidenze tra i numeri inventati dall’uomo e quelli risultanti dall’osservazione dell’Universo.

La sincronicità ci darebbe accesso a una realtà senza tempo che va oltre le contingenze mentali e biologiche in cui siamo rinchiusi. Trascenderebbe il mondo delle forme e dei fenomeni che ci mantiene nella causalità. Come una sorta di flash, illuminerebbe l’unità nascosta tra noi stessi da un lato e gli esseri, le cose ed il Tutto dall’altro, un po’ come accade nella NDE (near death experience).

Comitato di Redazione
Ispirato dal lavoro sulle coincidenze di Jean Moisset

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