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Chi era Aldo Semerari, il Fratello Illegale?!?

Aldo Semerari è stato un criminologo, psichiatra e politico italiano, fu una figura molto ambigua degli anni di piombo, i suoi propositi ideologico-criminali furono la causa del suo assassinio avvenuto il 1 aprile 1982; Semerari fu ritrovato decapitato all’interno della sua auto a Ottaviano (Napoli).

Il Professore nero, come era soprannominato dalla stampa del tempo, fu un propugnatore di teorie antisemite, dichiaratamente pagano e adoratore del Sole.

Venne arrestato per associazione sovversiva e per un presunto coinvolgimento nella strage di Bologna; rilasciato dopo 8 mesi per mancanza di indizi di colpevolezza.

Divenne un collaboratore del Sismi, il servizio segreto d’informazione militare, successivamente si iscrisse alla Loggia Massonica P2, lui che militava anche in un gruppo dell’ultra destra chiamata “Costruiamo l’azione”.

Gli anni che vanno dal ’80 al ’90 del secolo scorso furono i più duri per la storia italiana, tra i maxi processi alla mafia ed il boicottaggio politico, nel Belpaese non si respirava certamente un aria di legalità.

Aldo Semerari svolgeva perizie compiacenti per la Banda della Magliana, camorristi, terroristi di quell’epoca, scrive trattati di criminologia, è un luminare, tanto che molti dei malavitosi lo ricercano per delle consulenze, false, che ne dichiarino l’incapacità mentale così da essere scarcerati.

Come non parlare poi del fatto che il “piduista” Semerari contribuì alla condanna di Pelosi e che il “caso Pasolini” fosse così subito archiviato?!?

Come riferito dal pentito Fulvio Lucioli, componente di spicco della Banda della Magliana, Semerari era lo psichiatra di fiducia del gruppo criminale. Fu molto attivo politicamente, nel 1978 organizzò una serie di riunioni politiche nella villa del professor Fabio De Felice a Poggio Catino, durante le quali illustrava ai presenti la sua strategia eversiva basata sulla collaborazione fattiva tra estremismo di destra e malavita comune.

Un’errata mossa in ambito forense gli costò la vita.

Il 26 marzo del 1982, Aldo Semerari scomparve misteriosamente dall’Hotel Royal di Napoli, ove soggiornava da qualche tempo.

Tre giorni dopo arrivarono due telefonate alla redazione del quotidiano «Il Mattino», che ne rivendicavano il sequestro.

Il 1º aprile 1982, in viale Elena, a Ottaviano, un passante notò uno strano liquido rossastro fuoriuscire dalla portiera di una Fiat 128, parcheggiata di fronte all’abitazione del camorrista Vincenzo Casillo, «braccio destro» del boss Raffaele Cutolo.

I carabinieri che intervennero sul posto, notarono sul sedile anteriore, lato guida, una busta di plastica insanguinata contenente la testa mozzata del criminologo, tagliata con una sega, mentre invece il suo corpo fu rinvenuto nel bagagliaio posteriore dell’auto.

Il responsabile dell’assassinio è ufficialmente Umberto Ammaturo, boss della camorra, gran trafficante di droga sull’asse Napoli-Sud America, segnalato fra i trenta criminali più pericolosi d’Italia.

Il movente, pare, fu una delle perizie pschiatriche che svolse sia ad Ammaturo che al suo nemico, Raffaele Cutolo.

All’inizio la morte di Semerari sembrava il classico omicidio di stampo mafioso, simile a quello del Prof. Giaccone a Palermo, l’unica particolarità che quest’ultimo fu una vera vittima di mafia, invece Semerari è stata una pedina che ha servito la criminalità organizzata.

Beatrice Pecora

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