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Attraverso una trasmissione che include i contributi della corrente dell’ermetismo ellenistico platonico, quando, passando attraverso gli arabi nel XII secolo, fiorirono i trattati [1] lodando le virtù di Sophia, è notevole che L’interesse per la saggezza alla fine del XIII secolo assunse un aspetto relativamente più grande di quello che aveva avuto finora.

È tuttavia, a favore dello sviluppo di studi nella direzione dell’esoterismo ebraico, principalmente a partire dal XV e XVI secolo in Italia, che assisteremo davvero in Europa a un notevole rilancio della conoscenza sapienziale ed ad uno straordinario approfondimento dei temi principali della scienza divina delle cose nascoste.

Negli scritti di questi cabalisti cristiani, la figura di Saggezza, Sophia, che hanno chiamato sotto il suo nome ebraico di Chochmah, o talvolta sotto il suo equivalente latino Sapientia, apparirebbe in modo significativo, in francese, “Sapience”. Se nei loro scritti, Sophia è paragonata alla terza persona della Trinità, è che nell’albero sefirotico, Chochmah, la seconda Sephira, conduce l’emanazione nella terza, vale a dire Bina [ 2]. Nei loro numerosi interrogatori, i cabalisti cristiani spesso si pongono, rispondendo alle domande sollevate dai medici ebrei, se non è rimasto, dall’alba dei tempi, una sorta di intermediario in Dio e nella sua creazione. “Su questo argomento, Elachna fece profonde osservazioni, piene di bellezza; Dichiarò che l’inizio della creazione del mondo era Bet, che significa casa e che è il sigillo della Saggezza. In questa saggezza, come in una casa, tutto esisteva in anticipo; poi da Elohim, lo Spirito Santo, ogni cosa fu mostrata nella sua forma. “[3]

A poco a poco, la saggezza emerge come una nozione fondamentale che continuerà ad aumentare il suo campo di influenza nel contesto di studi dedicati ad argomenti relativi ai vari problemi dell’ermeneutica teologica e biblica. in modo sostenibile e significativo, al centro della riflessione spirituale europea in pieno sviluppo, la figura alta e ancestrale di Sophia.

Comitato di Redazione

Note.

[1] Il curioso opuscolo “Dawn at Dawn”, attribuito a San Tommaso d’Aquino (ristampato nel 1982 da Arma Artis, con una traduzione e presentazione di Bernard Gorceix), con ovvio contenuto alchemico e per la spiritualità sapienziale originale, è l’esempio perfetto di questo tipo di testi che unisce Arte Reale e Saggezza. È singolare, inoltre, che questo titolo, “Dawn at sunrise”, è esattamente lo stesso di quello usato da Jacob Boehme per la sua prima opera: “Morgenröthe im Aufgang” (1612), che Saint Martin tradusse, magnificamente, in francese di: “The nascent Dawn”. Boehme stesso ci dice, a questo proposito, che il titolo “è un mistero nascosto agli uomini saggi e agli studiosi di questo mondo, che lui stesso sperimenterà in breve tempo. Al contrario, sarà una conoscenza molto chiara, e non un mistero per coloro che leggeranno questo libro con semplicità, nel desiderio dello Spirito Santo, e che riporranno la loro speranza solo in Dio. (J. Boehme, The Emerging Dawn, traduzione del filosofo sconosciuto, Archè, 1977, 41.)

[2] William Postel afferma: “Il nome di Geova risponde allo Spirito Santo più incline al mondo inferiore, di cui la proprietà è BINAH, che significa intelligenza e scienza pratica che procede dalla saggezza e dal potere. (…) perché la Chochmah o Sapience sono cose più generali e celesti … “(Interpretazione del Candelabro di Moyse …, edizione F. Secret, Nieuwkoop, 1966, 365.)

[3] G. Javary, L’anima del mondo tra i cabalisti cristiani del Rinascimento: dalla Shechina alla Chiesa, nel. Sophia dove l’anima del mondo, Dervy, 1983, p. 135.

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